Klose Day, puro amore oppure trovata societaria?

Pubblicato il autore: Luca Vincenzo Fortunato Segui

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Ieri sera è andato in scena allo stadio Olimpico, nella sfida Lazio-Fiorentina,  il “Miro Klose Day”, ovvero la serata dedicata all’addio del tedesco dalla Lazio. I 35.000 spettatori hanno assistito commossi alle parole semplici dell’attaccante di Opole e al video dedicato, un po’ meno durante la consegna del premio da parte del patron Claudio Lotito nel pre-partita. Nel finale poi sono stati omaggiati nel migliore dei modi con il suo giro di campo insieme alla squadra e il lancio di gadget. Ma questo evento è stato realmente limpido oppure ci sono dei retroscena?

L’addio involontario di Klose

Dopo l’abbraccio caloroso ottenuto dalla tifoseria della Lazio, Miro Klose si è lasciato sfuggire una confessione amara nella mixed zone: “Lotito mi ha trattenuto? Zero, non hanno parlato con me. Io non posso fare tutto da solo. La Lazio rimane sempre nel mio cuore, l’affetto dei tifosi non lo dimenticherò mai”. Queste parole, velate da una certa nostalgia, fanno subito il giro dei social e gettano benzina sul fuoco nel difficile rapporto tra dirigenza e tifosi, i quali si sentono ancora una volta traditi nell’orgoglio dopo il rientro forzato nell’impianto sportivo dopo un anno di contestazione.

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I possibili retroscena

Analizzando gli scenari che hanno portato a questo addio tra il tedesco e la dirigenza, prevale soprattutto l’ambito economico. Klose percepiva 2,5 milioni a stagione, ingaggio ritenuto abbastanza pesante nelle casse biancocelesti in ottica futura. La prossima stagione, infatti, si preannuncia povera in termini di entrate a causa della mancanza dello sponsor e dell’ingresso nelle competizioni europee, dunque la società sta cercando di diminuire gli stipendi dei top player per riversarli nel mercato ( ingaggio potenziale di Sampaoli). Miro è così stato estromesso implicitamente dal progetto Lazio, leggendo tra le righe anziché sedendosi al tavolo delle trattative. Ovviamente non era certo che si sarebbe ridotto l’ingaggio, così come che non volesse chiudere la carriera in Germania oppure nella MLS, ma la scelta dirigenziale è alquanto discutibile. Infatti non è nemmeno scontato che il ‘panzer’ non si ritiri dal calcio giocato per riversarsi in ruoli dirigenziali, anche se lo stato di forma mostrato nelle ultime giornate sembra smentire questa tesi.  E’ stato commesso in pratica un voltagabbana nei confronti di un campione osannato da tutto il mondo (Serie A compresa) che era stato in grado di rilanciare l’immagine della Lazio in ogni parte del globo.
Klose-Lazio si conclude come altri film già visti negli ultimi anni: tanta apparenza, poca chiarezza.

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