La grande rivincita di Claudio

Pubblicato il autore: Francesco Mafera Segui

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Claudio Ranieri questa volta ha vinto. Lo ha fatto contro ogni pronostico e con grande merito. L’allenatore romano del Leicester si è da poche ore laureato neo campione d’Inghilterra e grazie a questo trionfo da sogno in Premier League ha risposto alle tante, troppe critiche, anche ingiuste, ricevute negli ultimi anni. Una risposta forte e assordante, come il boato delle Foxes in tripudio, a chi gli affibbiava l’appellativo di perdente di successo o di eterno secondo, forse nascondendo un pizzico di malizia sotto sorrisi appena accennati o dei complimenti di circostanza. Con questa vittoria, assolutamente impronosticabile fino a pochi mesi fa, Ranieri ha dato uno schiaffo agli scettici e ai “professoroni” del calcio che per diverse stagioni hanno tentato di sporcare la sua reputazione rimproverandolo e bacchettandolo con commenti fuori luogo per i suoi secondi posti. Dunque la sua è stata la risposta migliore, non a parole, ma con i fatti, come tutti volevano; la risposta a chi gli diceva di aver fatto un buon lavoro ma che comunque non aveva vinto niente, con quell’arroganza e la saccenza figlia di una cultura sportiva mediocre come quella italiana, che non aiuta le persone a capire che cosa è veramente il calcio e che spesso, in maniera fin troppo semplicistica da importanza esclusivamente al risultato. Lui però è andato oltre, ha continuato per la sua strada, con la pacatezza e l’eleganza di sempre, conquistando tutti con il suo solito aplomb british, il suo sorriso e poi, appunto, anche con i risultati che in molti invocavano. Sarà servito a estinguere o smorzare il ceppo sempre acceso della critica? Siamo abbastanza certi che, nonostante un successo storico, probabilmente irripetibile, e ammirato dal mondo intero, neppure stavolta potranno mancare le critiche scontate di tante persone prevenute che guidate dall’invidia e dalla frustrazione, non esiteranno a risparmiare biasimi taglienti volti a sminuire il valore e la dignitosissima carriera dell’allenatore romano. Magari questa volta sostenendo che il Leicester ha vinto solo perché le altre pretendenti sono incappate tutte contemporaneamente nel loro anno peggiore. Allora, verrebbe da rispondere, ciò che conta, giusto per ripagare della stessa moneta chi ha sempre giudicato il suo operato soltanto in base ai risultati, è che Mister Ranieri ha vinto, e basta. Non c’è obiezione che tenga. L’allenatore di Testaccio è il primo autore di un’impresa che ha riscritto la storia del calcio non soltanto inglese ma anche mondiale. Ha fatto sognare, piangere e brillare gli occhi a milioni di appassionati. Le loro emozioni e le loro lacrime valgono più di tante parole superflue o spese in vano per profanare un successo che verrà ricordato e celebrato per molti anni a venire. Claudio adesso ha vinto, alla faccia dei soliti detrattori e critici dalla penna facile che pensano di conoscere il calcio più di chi con passione infinita annusa l’odore dell’erba e conosce per filo e per segno tanto il suo mestiere quanto gli eroi che lo hanno reso ancora stimolante. La grande favola del Leicester di quest’anno non può che gettare una luce redentrice sulla storia del tecnico romano, ricacciando all’indietro le ombre di uno scetticismo che ha rischiato di obliare oltremodo le sue indubbie capacità e i suoi indiscutibili meriti. L’impronosticabile successo delle Foxes infatti non solo ripaga in un sol colpo il coach capitolino dei tanti sogni sfumati e i rimpianti del passato ma legittima anche la bontà del suo lavoro, le sue capacità, la sua dedizione, la sua positività.

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