L’editoriale di Ugo Russo – Milàn l’é un piscinin Milàn

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui

crisi inter milan
In un momento in cui la “Milano da bere” accampa diritti di prendersi la capitale d’Italia a scapito di una Roma piena di scandali, corruzione e… buche varie, la Milano del pallone é andata, invece, incontro ad un altro clamoroso fallimento dal punto di vista dei risultati.
C’erano i tempi, ed era quasi una consuetudine, in cui le due squadre meneghine recitavano un ruolo di prima grandezza nel panorama calcistico e non solo nazionale. Inter e Milan fuori ancora una volta dalla Champions, e soprattutto a fronte di un gioco di pochissima sostanza e di gravi problemi societari, in cerca, senza ancora essere riusciti a trovarli o meglio con i quali non si é ancora riusciti a “chiudere”, di soci danarosi che potrebbero, con campagne acquisti adeguate, riportare in auge le due compagini.
L’Inter, per la verità, per metà campionato aveva illuso i suoi tifosi che questa potesse essere una stagione buona per tornare ai fasti recenti e non solo, e riconquistare lo scudetto. “L’undici nerazzurro -si diceva- non avrà un gioco spettacolare ma sta inanellando una serie di risultati positivi (tutti, o quasi, per 1-0), che l’hanno portata a comandare la classifica. E poi, da che mondo é mondo, non si vincono gli scudetti con una difesa ermetica perché qualcuno ha inventato il detto: primo non prenderle”? Eh, sì, ma questa difesa ha cominciato a lungo andare a subire i gol più strampalati e assurdi possibili e l’attacco ha cominciato ad avere le polveri sempre più bagnate…
Il 2016 é stato un anno davvero sventurato e molto hanno contribuito a ricacciare i nerazzurri indietro in classifica certe scelte, a volte sbagliate di Mancini nel mettere la formazione in campo.
In più metteteci che per fare la campagna acquisti “di riparazione” si é badato più ai “nomi” che alle effettive esigenze, così si spiega il clamoroso fallimento di Eder che, preso per dare più sostanza al reparto avanzato, ha finito per sentirsi troppo caricato di responsabilità fino ad essere praticamente impalpabile in fase realizzativa e ad essere escluso ben presto dall’11 di partenza.
Eppure, nel malridotto campionato di serie A, bruttisimo da vedersi e meritevole di non essere seguito più di tanto, l’organico interista non sembrava tanto “accio” e pareva poter dare soddisfazioni ai tifosi. E vedrete, magari, che ai prossimi Europei qualcuno dei giocatori nerazzurri reciterà un ruolo importante. Ma la Milano calcistica é una piazza spietata, che non ammette attese e dove i risultati vanno fatti subito. In quest’ottica non ti permette neppure di giocare con calma e quando entri in campo con la pressione…
Dal possibile, o quanto meno sperabile da Mancini & c., scudetto ad un posto in Europa League, certo non il massimo delle aspirazioni della società. Che però deve tornare anche a munirsi di qualche altro dirigente all’altezza e che possa soltanto fare il bene della causa sponda Inter.
Ancora più complicata la situazione in casa Milan. Da tre anni la squadra rossonera non entra nelle coppe europee e quest’anno ha vissuto una stagione ancora più travagliata delle precedenti. Quando mai in passato, specie quello del calcio che contava, un Milan pensava di cambiare allenatore in corso d’opera? Voleva significare fallimento completo delle ambizioni e dei risultati agognati. Ebbene, nelle ultime tre stagioni la società di via Aldo Rossi (la sede che ha sostituito quella storica in via Turati) ha alternato alla guida tecnica ben sei allenatori ed ora, in vista della prossima stagione, ne dovrà trovare un altro che non sarà il pur bravo Cristian Rocchi.
Settimo posto in campionato, superato pure dalla sorpresa Sassuolo (a proposito, proprio il tecnico neroverde Di Francesco sembra il più accreditato a sedere sulla panchina rossenera nella prossima stagione), restava solo una eventuale vittoria in Coppa Italia per acciuffare all’ultimo l’ingresso in Europa League. Ma pur giocando, più che dal punto di vista delle trame di gioco espresse da quello della volontà e dell’impegno, una delle migliori partite della stagione, il Milan é stato battuto ai supplementari da una stanca e poco in vena Juventus, ma cinica quanto basta per imporsi nei minuti finali con una rete dell’appena entrato Morata. Doppio trofeo nazionale consecutivo per i torinesi, bocca asciutta, amara e tasche completamente vuote per i milanesi. Che ora devono fare i conti con l’ingarbugliata situazione societaria, con questa continua ricerca di nuovi ingressi che, cinesi o non cinesi, possano contribuire ad acquisti decisivi di allenatore e giocatori per riportare il club agli antichi fasti, agli antichi splendori.
Il pubblico di fede rossonera non può più aspettare.

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Per chiudere, torniamo alla Juventus, insuperabile… in Italia. La società bianconera deve sperare che coloro che sono interessati a Pogba e, soprattutto, vogliono sborsare cifre astronomiche per il suo cartellino non abbiano visto la finale di Coppa Italia. Un’ indisponente e completamente nulla prestazione del francese. E non é stata la prima dell’anno, a fronte, però, e bisogna dirlo, di altre superlative. Ecco, questa mancanza di continuità del giocatore lascia tuttora interdetti nel poterlo definire un futuro campione. Anche dal punto di vista umorale e di un certo nervosismo che traspare, a volte, in campo molte cose vanno corrette. E non é solo una questione di giovane età.
Ecco, pensate un po’: la Juventus ha battuto il Milan praticamente senza Pogba, Dybala (a corto di condizione fisica, ma che superba stagione ha fatto!) ed il deleterio Hernanes… E poi le assenze vere di Bonucci e Khedira.
La chiosa finale: forza, dunque, milanesi! Il campionato italiano, il calcio italiano hanno bisogno di ritrovarvi, forti come un tempo.

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