Luca Toni, domani addio al calcio? Rimarrai per sempre “numero uno”.

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

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Glielo cantavano quando giocava nel Bayern Monaco, con una canzoncina in italiano che ha fatto ballare tutta la Germania: Luca Toni, “numero uno“, ora sembra vicino all’addio al calcio. Conferenza stampa domani annunciata dall’Hellas. E a parlare sarà Luca Toni. Mica uno qualsiasi. Mica in un momento qualsiasi. Le voci si rincorrono. Annuncerà l’addio, sostengono i presunti bene informati. Sarà, ma questa ipotesi sembra raccogliere molti consensi. Tra poco saranno 39. Trentanove anni vissuti intensamente, a far impazzire i difensori avversari a suon di gol e di spallate. Luca Toni, uno dei più grandi attaccanti del calcio italiano degli ultimi venti anni, sembra vicinissimo al capolinea. Quella contro la Juve, al Bentegodi, domenica prossima, potrebbe essere la sua passerella finale. Una serata particolare, da vivere tra gioie e un pizzico di tristezza. Luca Toni, una persona eccezionale, sia in campo che fuori, un professionista esemplare con, alle spalle, una carriera magnifica, ricca di gol e di emozioni.

Inizia col Fiorenzuola, poi quindici gol con la Lodigiani in C1, altri 15 l’anno dopo in B con il Treviso. L’esordio nella massima serie arriva il 10 ottobre 2000: nientemeno che allo stadio Meazza, vince il Milan per 2-0 contro il Treviso.  Dopo 9 gol in 31 partite, arriva l’avventura di Brescia, con Roberto Baggio e Guardiola. Ma Toni riparte dalla B, dove col Palermo segna 30 gol per la promozione, 20 la stagione successiva di nuovo in A. Tutti si accorgono di Toni: Luca Toni va alla Fiorentina, si laurea capocannoniere del campionato con 31 reti – dal 1959-60 nessuna aveva segnato tanto, fino a Higuain – . Vince la Scarpa d’oro, poi la grande avventura in Germania. E un Mondiale da protagonista: doppietta all’Ucraina nei quarti, titolare in finale a Berlino e il titolo di Campione del Mondo con l’Italia.

Poi il trasferimento al Bayern: Luca lo onora come solo lui sa fare, con il titolo di capocannoniere con 24 gol. Altri 14 l’anno dopo, ma in Germania qualcosa si è rotto. Non gioca più. A gennaio lo prende la Roma, scudetto sfiorato, lui vola sotto la sud e fa felice Ranieri. Luca ricomincia dal Genoa: appena 3 gol fino a gennaio. Alla Juve non va molto meglio (anche se segna il primo gol – non ufficiale – allo Stadium: nell’amichevole con il Notts County). L’arrivo negli Emirati, all’Al Nasr, sembra una pensione dorata. Problemi familiari e un dramma privato lo provano molto. Ma Toni è una persona eccezionale. Si rialza. Si presenta di nuovo con la Fiorentina: 8 gol, non male per ricominciare. Poi l’Hellas. Una seconda giovinezza è servita: subito 2 reti al Milan, 20 gol totali il primo anno, 22 nella stagione scorsa. Capocannoniere con Icardi, a 38 anni è il più vecchio a riuscirci e il primo italiano a vincere la classifica marcatori con due squadre diverse. Supera i 300 gol in carriera. Non sembra ancora pronto per la pensione, ma quest’anno è incappato in una stagione sfortunata. Molti contrattempi fisici, l’idillio con Delneri che non è mai sbocciato. E se domani sarà addio, sarà un addio felice. Perchè i campioni come Luca Toni ci mancheranno. Un vero numero 1, come gli cantavano in Germania con una canzoncina in italiano. Ciao Luca, un piacere aver raccontato tanti tuoi gol.

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