Luca Toni si ritira: “Domenica la mia ultima partita”

Pubblicato il autore: Rocco Menechella Segui
Luca-ToniLuca Toni si ritira. Luca Toni dice basta e da l’addio al calcio giocato. L’attaccante del Verona, in conferenza stampa, ha annunciato che quella di domenica tra Verona e Juve al Bentegodi sarà la sua ultima partita da calciatore professionista. “Dopo un po’ di riflessioni, dopo tanti anni di calcio, ho pensato che è arrivato il momento di lasciare. Sono state settimane difficili, una decisione sofferta, e da qui a domenica sarà un misto tra gioia e tristezza”. È un Toni piuttosto amareggiato quello che si è presentato in conferenza stampa: la stagione negativa culminata con la retrocessione del Verona ha accelerato la decisione dell’attaccante campione del mondo: “Gli amori li lasci quando succede qualcosa di veramente brutto. Questo è stato l’anno peggiore della mia carriera per svariati motivi, una grande delusione. Con mister Delneri non ho mai avuto un bel rapporto, si sa, però non è questo il posto per parlare delle sue scelte. Questa stagione è stata una sconfitta per entrambi”. Toni smentisce che ci sia già un contratto da dirigente con il Verona ed esclude in maniera categorica la prospettiva di diventare allenatore: “Sono affezionato all’Hellas: se ci saranno i presupposti per iniziare un nuovo lavoro qui, sarò molto felice di continuare a lavorare con questa società. Allenare? Assolutamente no”. Poi una riflessione amara sul calcio italiano: “Secondo me ai vertici del calcio italiano mancano persone che sanno veramente di calcio, ex grandi giocatori. Uno che ha esperienza credo sia giusto rimanga nel calcio”. Tra i ricordi più belli c’è comunque Verona: “Vincere la classifica marcatori a 38 anni è stata tra le cose più belle della mia carriera”.

Il calcio italiano  saluta uno dei protagonisti assoluti degli ultimi dieci anni: Luca Toni, l’uomo dei record. Tutto parte da Palermo, a 26 anni decide di scendere in B con i rosanero per un progetto ambizioso. Il centravanti emiliano segna gol in quantità industriale: ben 30 in 45 partite, primo marcatore nella storia del club rosanero per marcature in una sola stagione. Altro giro, altro record da infrangere: arriva alla Fiorentina dopo un addio al Palermo che i tifosi non digeriscono proprio. Il 9 aprile del 2006, con il sigillo contro la capolista e rivale Juventus, arriva a quota 27 centri con la maglia viola. A fine stagione sono 31 le marcature totali: mai nessuno nella storia del club viola era riuscito a segnare così tanto in una sola stagione, nemmeno Batistuta. Il centravanti di Pavullo sì, nell’anno dei Mondiali. Una doppietta decisiva contro l’Ucraina ai quarti di finale, la mano che ruota intorno all’orecchio, come dovesse avvitare una lampadina, ma che in realtà include implicitamente il messaggio “Avete capito?”. Gol e meraviglie per un centravanti dalla stazza imponente ma capace di muoversi con l’eleganza dei migliori numeri nove della storia.

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Perchè Luca Toni ha scritto, a suo modo, la storia del calcio italiano. Primo italiano a vincere la classifica in Bundesliga con la maglia del Bayern Monaco nella stagione 2007/2008 con 24 centri. Una doppietta decisiva in finale di Coppa di Germania contro i rivali del Borussia Dortmund per una stagione che lo ha visto personaggio cult anche del tormentone musicale: “Luca Toni maccaroni, sei per me, numero uno”. Dopo l’addio al club tedesco, inizia un girovagare continuo: dalla Roma al Genoa dove si scontra con Preziosi. “Un voto alla stagione di Toni? Tre come i suoi gol” disse il patron dei liguri. Troppo per un attaccante che aveva poco da dimostrare al calcio italiano. Punto nell’orgoglio passa alla Juventus, una nuova grande occasione. Non sboccia l’idillio con il tecnico Conte e sono più le panchine che i gol messi a referto. Giocatore sull’alba del tramonto? Macchè, ecco la seconda giovinezza al Verona, dove sembrava essere arrivato per chiudere la carriera e invece è nato un vero e proprio amore. Nella stagione 2013/2014 diventa il miglior marcatore della storia del club veneto con 20 reti in campionato, superando Gianni Bui e Nico Penzo. Le mani continuano a ruotare intorno all’orecchio, a Verona stropicciano gli occhi ad ogni gol. C’è un altro record da battere e puntualmente Toni ci riesce: nella scorsa stagione, vincendo il titolo di capocannoniere con 21 reti, diventa il primo italiano a bissare tale traguardo con due maglie diverse (ci era riuscito solo un certo Zlatan Ibrahimovic).

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