Luca Toni, un addio con il cucchiaio. E se ora Conte lo chiamasse in Nazionale?

Pubblicato il autore: Ramona Buonocore Segui
Eterno Luca Toni capocannoniere con 22 gol insieme a Mauro IcardiCucchiaio, goal, lacrime, amici e famiglia. Questo è stato l’addio di Luca Toni al calcio ieri sera con il Verona, già retrocesso in B, contro la Juventus già campione d’Italia per la quinta volta di fila.
A quasi 39 anni un altro re del calcio italiano ha appeso i tacchetti al chiodo, ma lo ha fatto con classe, segnando la sua ultima rete con un cucchiaio contro cui nulla ha potuto fare Neto.
Una carriera straordinaria, un totale di 324 reti e una Coppa del Mondo conquistata a Berlino nel 2006 e una serie di infortuni contro cui ha dovuto battersi per continuare la sua passione e la perdita del figlio, nato senza vita nel 2012, il dolore più grande che la vita gli ha messo davanti.
L’addio di Toni come calciatore è uno degli ultimi dei grandi bomber che hanno fatto sognare il calcio italiano nel decennio tra gli anni Novanta e il Duemila. Prima di lui gli addii di Vieri, Pippo Inzaghi, Alex Del Piero, Maldini, Nesta, Cannavaro, mentre a breve, se pensiamo solo ad un dato anagrafico, arriveranno quelli di Totti e Di Natale.
A festeggiare ieri sera al Bentegodi l’ intera famiglia Toni, Bianca e Leonardo in braccio al papà e Marta a fianco del suo inseparabile compagno e l’intero stadio che gli ha regalato una standing ovation al 40esimo minuto del secondo tempo, momento della sua uscita dal campo.
“È dura dire cosa provo, ha dichiarato Toni a fine gara, posso solo dire un grazie a tutti che hanno reso questa serata magica, che ricorderò per sempre. È l’ultima, ma era giusto che arrivasse. Il rigore calciato col cucchiaio? Non so, perché io non sono molto normale, per fare delle cose belle bisogna rischiare. Non sapevo se tirarlo a destra e sinistra e ho deciso per lo scavino. È uno dei momenti più belli e più tristi perché mollare il calcio non è facile: da domani avrò l’entusiasmo di un ragazzino per fare altro, non l’allenatore perché ci sono miei ex compagni che invecchiano 5 anni ogni anno, mi piacerebbe fare qualcosa a livello dirigenziale”.
Dopo varie indiscrezioni che trapelavano su una sua possibile stagione a Palermo, Toni ha smontato ogni ipotesi, dichiarando prima della gara: “Non giocherò a Palermo, è giusto chiudere in casa davanti al mio pubblico”.
Pensando agli Europei, oggi il CT della Nazionale Antonio Conte dovrà decidere chi convocare tra i comprimari emigrati all’estero o tra i giovani di casa. Insomma: Immobile o Belotti? Pellé o Okaka?
Con Balotelli che non sta passando un buon periodo il più papabile è Simone Zaza che però ha trascorso parte del suo tempo fermo alla panchina della Juve e non in campo.
Contando poi gli infortuni di Marchisio e Verratti, Conte si trova proprio in difficoltà e, molto probabilmente, sarà costretto a guardare alla Serie B ed in particolare a Lapadula, capocannoniere della lega cadetta e attaccante del Pescara. Ma un’altra soluzione per la nostra Nazionale traballante forse ci potrebbe essere, e potrebbe essere proprio quel ragazzo “Non molto normale” che ieri ha deciso di ritirarsi dal rettangolo di gioco. Altra soluzione è aspettare che una mamma e un papà italiani facciano nascere un altro Luca Toni.
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