Luca Toni: “Vincere il Mondiale e giocare nel Bayern Monaco i punti più alti della mia carriera”

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

Luca-Toni

Ci si poteva aspettare da un bomber, come Luca Toni, un modo così spettacolare per lasciare il mondo del calcio giocato? Certo che sì, e contro la Juventus ne ha dato solo che un’ulteriore prova, segnando con il famoso “cucchiaio”. Come se in Italia non conoscessimo già le doti del giocatore modenese. Anzi, il l’attaccante è riuscito a farsi apprezzare pure all’estero, ed in particolare modo in Germania. Infatti, nelle due stagione disputate in terra tedesca (la terza terminata anzitempo, visto il trasferimento alla Roma) è andato a segno ben 38 volte in 56 presenze di campionato. Non solo. Ha vinto, nella stagione 2007/2008, sia il Campionato tedesco che la Coppa nazionale, oltre che il titolo di capocannoniere. Ma non finsice qui, perchè con 10 reti, nella medesima stagione si è aggiudicato anche un secondo titolo di capocannoniere, questa volta della Coppa Uefa. Insomma, chapeau! Non è un caso che lo stesso giocatore, in una intervista alla Bild, abbia dichiarato: “Se escludiamo il Mondiale, il momento più alto della mia carriera è stata senza dubbio la Bundesliga vinta proprio con il Bayern Monaco nel 2008“. In quell’occasione trovò la via del goal 24 volte, diventando, come già accennato non solo il vincitore della classifica dei marcatori, ma soprattutto il miglior marcatore straniero di sempre nella storia del glorioso club tedesco. Non a caso, sia con montagne di goal, che con la sua inconfondibile esultanza (mano dietro l’orecchio), ha conquistato l’affetto e la simpatia dei tifosi del Bayern, tanto da catturare l’attenzione di un comico tedesco, Matze Knop, che gli ha dedicato addirittura una canzone, in formato parodistico, diventata un vero tormentone, “Numero uno“.

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A livello di rapporti personali, nel mondo del calcio, Toni non ha avuto difficoltà a legare con diversi suoi colleghi, ma con tre in particolare pare aver legato in modo più profondo, ossia Dario Dainelli, Franck Ribery e Giampaolo Pazzini, ultimo suo compagno di reparto in quel di Verona. Terminata la carriera, si deve tirare le somme: “Non rimpiango nulla nella mia carriera, rifarei le stesse scelte. Altrimenti non sarei arrivato così lontano. Devo ringraziare papà Giancarlo, mamma Valeria, e mio fratello Andrea, oltre a mia moglie Marta, e i nostri piccoli, Bianca e Leonardo”. Su cosa fare da “grande”, il bomber modenese ha solo una certezza: “Non farò l’allenatore: si invecchia troppo in fretta. Forse farò il Manager: ne parlerò presto col presidente del Verona. Sono in debito con questa città”,

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