Maglia numero 10 della Juve, giusto darla a Pogba ma ora spetta a Dybala

Pubblicato il autore: Francesco Mattei Segui

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Un anno fa, più o meno di questi tempi, Carlos Tevez annunciava il suo divorzio dalla Juventus gettando lo sconforto nei sostenitori bianconeri. Oltre alla pesante eredità tecnica, il fuoriclasse argentino lasciava senza padrone la celebre maglia numero 10, da sempre simbolo di stile, classe e fantasia al servizio del pallone. Pochi mesi dopo Paul Pogba si appropriava, per sua stessa volontà e avallato dalla società, del prezioso cimelio. A quel tempo non c’era molta scelta e la 10 a Pogba fu salutata dai più con entusiasmo e favore. Una presa di responsabilità importante da parte del francese, si diceva. E giustamente. D’altronde, per caratteristiche tecniche e grado di fantasia, il Polpo non era (e non è) secondo a nessuno. Eppure già in qualcuno si faceva strada l’idea di assegnare la maglia numero dieci al neo acquisto Paulo Dybala. All’inizio della scorsa stagione la Joya era considerata, a ragione, una scommessa. Costosissima ma pur sempre una scommessa. Per questo e per non mettere ulteriore pressione all’uomo (anzi al ragazzo) da 40 milioni di euro non se ne fece nulla. E lui, d’altro canto, non avanzò pretese di alcun genere.

E oggi? A distanza di un anno chi merita maggiormente la casacca che fu di Sivori, Platini, Del Piero, Tevez? In molti pensano che i numeri di maglia, nel calcio come nello sport in generale, non abbiano grande importanza. Chi vi scrive è fermamente convinto del contrario. Fate una prova, andate da vostra madre e chiedetele: “Mamma, con che numero gioca Totti? E Jordan con che numero giocava”? Rimarrete sorpresi.
Nonostante la riforma del 1995-96, che aboliva le maglie numerate obbligatoriamente dall’1 all’11, il calcio ed i suoi protagonisti hanno continuato a dare importanza sempre agli stessi numeri. Il 10, neanche a dirlo, in primis. Pensate che in passato si sono rischiate anche “faide intestine” per quella magica maglia. Al momento dell’acquisto di Ronaldinho da parte del Milan nel 2008, il numero 10 rossonero aveva già un suo (quantomai legittimo) proprietario che rispondeva al nome di Clarence Seedorf. Solo un abile intervento dirigenziale, nella figura di Adriano Galliani, evitò la rottura tra l’olandese – cui veniva chiesto anche da parte della tifoseria, di lasciare l’ambita casacca al più illustre collega – e l’asso brasiliano.
Il 99 di Cassano, il 32 di Vieri? Solo poche eccezioni a conferma della regola. Anche il 45 di Balotelli, che a prima vista potrebbe sembrare una scelta “progressista” affonda le radici nella numerologia calcistica. Lo stesso attaccante del Milan ha spiegato: “Quando ho giocato tre o quattro partite con la prima squadra dell’Inter, ho scelto il 45 perché i numeri per i ragazzi delle giovanili andavano dal 36 al 50. Ho preso il 45 perché quattro più cinque fa nove”. Nove, appunto. Il numero che identifica l’attaccante, il bomber per eccellenza.

Perchè la maglia numero 10 spetta a Dybala?

Prima tra tutte c’è una ragione storica. Per decenni il numero di maglia, oltre che identificare il giocatore, ne ha indicato il ruolo e la posizione in campo. L’1 era il portiere, 2 terzino destro, 3 terzino sinistro, 4 mediano, 5 stopper, 6 libero, 7 ala destra, 8 centrocampista centrale, 9 attaccante centrale, 10 trequartista o seconda punta, 11 ala sinistra. E’ così dalla notte dei tempi e anche oggi, quando succede, ci rimane enormemente più semplice capire ruolo e posizione in campo di chi porta un numero dall’1 all’11.
Il 10, tranne rarissime eccezioni, è stato indossato dai talenti più cristallini del mondo del pallone. Maradona, Pelè, Sivori, Rivera, Baggio, Messi, Totti, Del Piero. Cos’hanno questi fenomeni in comune? Genialità. Null’altro che genialità, fantastia, imprevedibilità. Caratteristiche che non si apprendono in allenamento, non si affinano. O ce l’hai o non ce l’hai. Non ce ne voglia Pogba ma Dybala ha mostrato una dose di genialità fuori dal comune e mai fine a se stessa. Non mi sorprenderebbe che la Joya ripercorresse le orme del suo illustre predecessore Leo Messi. Paul non ce ne volere, cedi la 10 a Dybala. La 21, che fu di Pirlo, è tutt’altro che un ripiego.

Io ho detto la mia, ora tocca a voi. Chi vorreste come numero 10 nella prossima stagione? Pogba o Dybala?

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