Maglie Leicester a ruba: richieste alle stelle

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

Le maglie del Leicester vanno a ruba. Praticamente è impossibile reperirne una sulla rete. L’incredibile risultato che la squadra di Ranieri ha conseguito non è stato minimamente preventivato in estate quando, solitamente, la fornitura di maglie per l’intera stagione viene erogata dallo sponsor. Puma, infatti, aveva deciso di produrre ventimila divise del Leicester, un numero ponderato e calibrato in relazione a tre parametri: le aspettative della stagione, il bacino d’utenza dei tifosi e il fascino della maglia. La cittadina inglese ospita circa duecentomila anime e, in media, un individuo su dieci era stato individuato come potenziale acquirente.

Previsione di mercato totalmente sbagliata, ma la Puma può beneficiare dell’assoluta imprevedibilità della vittoria della Premier League. Il Leicester si ritrova ora con una richiesta quasi centuplicata di maglie, il mondo vuole vestire il blu di questo piccolo club entrato nella memoria del football. In Italia questo genere di gadget è semplicemente introvabile: chi si mette alla ricerca delle maglie del Leicester spreca solo tempo e risorse. Nessun sito le potrà ottenere prima di un mese a questa parte, nessun operatore telefonico potrà accontentare le richieste poiché la Puma produrrà le divise prima per il Regno Unito e poi per il resto del mondo.

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Una specie di royalty rende il mercato britannico il preferito e l’industria tedesca dovrà rispettare i patti da contratto. L’impresa sportiva del Leicester ingigantirà il club dal punto di vista del fatturato, un’esplosione di milioni di euro in più che dovrà essere attentamente gestita dalla proprietà thailandese. Come ha spiegato Marco Bellinazzo de “Il Sole 24ore”, il club inglese si salvò un anno fa con un fatturato pari a 135 milioni di euro mentre nel 2014 il dato sociale era fermo a poco più di quaranta milioni di euro. Aggiungiamoci che il Leicester incasserà sicuramente 76 milioni dai diritti tv, garantiti in maniera fissa, più un’altra quarantina per il miglior posizionamento in classifica. Il Leicester di Claudio Ranieri sarà pure una favola diventata realtà però è altrettanto vero che il sistema calcio di sua maestà dà una spinta non indifferente.

Uscendo dai conti societari e tornando al discorso maglie, gli italiani possono comunque trovare una forma di appagamento. In commercio resta ancora qualche casacca di Jamie Vardy e compagni ma la taglia è sproporzionata: si parte, come minimo, dalla doppia ics. O si accontenta la propria “fame di maglia”, oppure si aspetta almeno la finale di Champions League per poter indossare la maglia del club che ha scritto la storia di calcio più bella degli ultimi vent’anni.

Resta, tuttavia, in piedi anche la terza ipotesi: prenotare un volo per Londra, dirigersi verso Leicester, entrare in un pub, bere qualche birra mentre godendosi la partita delle foxes per poi catapultarsi in uno di quei shop che in questi giorni è preso d’assalto. E sperare che una maglia del Leicester resti appesa allo scaffale e possa esser vostra per conservare il ricordo di un momento calcistico decisamente alto che in futuro potrà essere ripetuto da altri folli come le volpi di (sir) Claudio Ranieri.

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