Marotta: “Una volta l’Eldorado, ora..”

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

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Queste le parole del dirigente bianconero Beppe Marotta riguardo alla Serie A e alla Champions League.
“C’è un processo di involuzione in Italia – ha spiegato Marotta. Negli anni ’90-2000, il nostro campionato era l’Eldorado, oggi è quasi un campionato di transizione. Però, c’è un grande però, Italia c’è un campionato nazionale con un dispendio di energie molto forti.
Non puoi permetterti di andare a giocare con il Sassuolo e con il Carpi sottovalutando l’impegno, perché rischi di perdere. Altre squadre di altri campionati sono avvantaggiate, perché localmente non hanno il nostro stesso stress mediatico“.

Un campionato sempre difficile ma che negli anni ha perso tanto appeal. Un torneo, come diceva Capello, poco formativo per i grandi palcoscenici europei, per la Champions League.
La Coppa dalle grandi orecchie sarà l’obiettivo primo della Juve 2016-2017, anche se, come afferma Marotta, la fortuna avrà un ruolo di importanza capitale, sarà decisiva. Conterà più del merito e della bravura.
“La fortuna e l’imprevedibilità hanno un ruolo molto importante tanto che nessuna squadra è riuscita a vincere due volte la Champions in maniera consecutiva, questo non è certo un caso.
L’anno scorso abbiamo perso in finale con il Barcellona, la squadra più forte al mondo. Per vincere la coppa conta arrivare la sera in cui si gioca la partita decisiva con la squadra migliore e le condizioni fisiche migliori.
Altra variabile importante è che dagli ottavi in poi il sorteggio ha un ruolo rilevante e questo gioca a discapito della finale. C’è differenza fra campionati nazionali e Champions, una differenza enorme, il torneo lungo premia davvero il team migliore, in Europa ha molta rilevanza il periodo in cui affronti certi match. In campionato non vince chi esprime il gioco migliore, ma vince la squadra migliore in assoluto: a ottobre eravamo 13esimi e ora abbiamo chiuso primi , solo fortuna? No, per niente.
La Champions è la coppa dei dettagli? Faccio un esempio, basta perdere a Siviglia per arrivare secondi nel girone e per non essere teste di serie al sorteggio. Oppure basta giocare una partita come a Istanbul (riferimento a Galatasary-Juve del 2013, n.d.r.) in condizioni al limite dell’impraticabilità per veder sfumare un sogno.
Tutta questione di dettagli che anno dopo anno cercheremo di perfezionare”.
La Juventus vuole provarci davvero l’anno prossimo, lo dice Marotta.

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