Nazionale Conte ha la ricetta per l’Italia: “Dobbiamo avere fame”

Pubblicato il autore: Rocco Menechella Segui

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Nazionale Conte sprona l’Italia. Antonio Conte chiede un atteggiamento famelico alla sua nazionale per poter vivere un ruolo da protagonista agli Europe già a partire da questa sera contro la Scozia. Quando mancano ormai poco più di due settimane alll’inizio degli Europei, l’allenatore italiano Antonio Conte inizia a tirare le prime somme di questo inizio di avventura. Questa sera la Nazionale Italiana dovrà vedersela in amichevole contro la Scozia, confronto dal quale il commissario tecnico chiede precise indicazioni ai suoi ragazzi. “Fame e ferocia agonistica, da sole, non bastano – ha spiegato l’allenatore a ‘RaiSport’ – per far bene, in una competizione come l’Europeo, serve anche un impianto di gioco e noi, in questi giorni, lo stiamo trovando”. Quindi Conte è entrato nel dettaglio: “Nei momenti difficili ci vuole soprattutto l’intensità, in modo da essere sempre dentro la partita. Io voglio una Squadra con la ‘S’ maiuscola: sarà la squadra a dover esaltare il talento dei singoli. Sono ottimista e voglio sognare. Non so se la qualificazione per i quarti di finale possa essere considerata un successo, ma so che siamo in grado di sorprendervi”.

Il commissario tecnico della Nazionale si è soffermato allora su alcuni singoli, in particolare De Rossi ed Eder: “Il dolore al tendine d’Achille, per Daniele, si è un po’ riacutizzato, ma il giocatore sta abbastanza bene. Adesso, però, ho bisogno di testarlo, per vedere come reagisce alle pressioni della partita”. “Eder? E’ vero, ha segnato un solo goal nei sei mesi all’Inter, ma in tutto il campionato ne ha realizzati 13 – ha continuato l’allenatore – ed è lui il cannoniere dei 30 azzurri che oggi ho a disposizione. E poi, i dati statistici lasciano il tempo che trovano: non mi interessano”. Infine Conte ha ammesso di non aver sciolto le riserve sul numero di attaccanti da tenere in considerazione nella rassegna francese: “Tra l’altro non ho ancora deciso se portare in Francia quattro o cinque attaccanti”.

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