Nazionale, Marcello Lippi: “Ecco come rilanciare il calcio italiano”

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

lippi tris


Marcello Lippi ha la sua ricetta per rilanciare il calcio italiano, sia a livello di club che di nazionale: “Massimo 5 stranieri a squadra”. Quindi, puntare sui giocatori (soprattutto giovani) nostrani e limitare il numero di calciatori stranieri nel nostro campionato. L’ex allenatore della nazionale italiana campione del mondo nel 2006, è intervenuto al programma radiofonico “Radio Anch’io lo Sport”, dove ha circoscritto il problema di questi giorni per il commissario tecnico della Nazionale Antonio Conte: la scelta del ct limitata al 35% di calciatori italiani nel nostro campionato. Infatti, dieci anni fa, quando gli azzurri di Lippi trionfavano al Mondiale 2006 di Berlino, gli italiani in campo nelle squadre di Serie A erano invece il 66%. La domanda nasce spontanea a questo punto, come invertire la tendenza: “E’ possibile solo se c’è la volontà dei presidenti. Legalmente non si può fare, c’è la libera circolazione dei lavoratori, e i calciatori sono lavoratori dipendenti, quindi possono giocare ovunque”. Quindi, Marcello Lippi rimette la soluzione del problema nelle mani dei presidenti italiani: “Basterebbe che si mettessero d’accordo i presidenti, decidendo che d’ora in avanti prendono massimo 5 giocatori stranieri per squadra e gli altri sei in campo sono italiani. Lo so che è pura fantasia, ma è l’unica cosa possibile. Tutti dicono che ci sono troppi stranieri, serve un patto d’onore”.

Ma la mente va al Mondiale di Germania del 2006, e come fermare il corso dei pensieri, dei ricordi e delle emozioni suscitate in tutti noi da quella Nazionale: “Penso spesso a quel Mondiale. Sono in contatto spesso con i giocatori che hanno partecipato a quell’impresa, e tanti sono ancora protagonisti. Penso a Gigi Buffon, Andrea Barzagli e Francesco Totti, che è riuscito a convincere tutti a farlo giocare ancora un anno. Sono giocatori immortali. Non penso mai al loro futuro, sono ancora protagonisti”. Tra gli stranieri in Serie A, non devono però mancare i pezzi pregiati, come lo juventino Paul Pogba: “Il segnale più forte che dà oggi la Juventus è quando decide di non sedersi nemmeno a trattare la vendita di giocatori importanti. I bianconeri sono tra le prime quattro squadre d’Europa e ora ne stanno prendendo consapevolezza. Peccato che non siano arrivati in finale, ci potevano stare”. Infine una battuta sui prossimi europei di Francia: “L’Italia certo non è favorita, ma sono certo che ci batteremo con onore. Tra l’altro in certe manifestazioni è meglio partire a fari spenti”.

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