Nel segno di Luca Toni: una vita da bomber

Pubblicato il autore: valeria93 Segui

lucatoni

“Il calcio era il mio sogno. E i sogni si conquistano con i sacrifici”. Cosa accade quando una passione ci spinge oltre i nostri confini? Quando un’emozione valica le nostre aspettative più recondite, ci travolge interamente contro ogni logica e ci indirizza su una strada ben precisa che, per quanto irta di pericoli ed avvolta dall’ignoto, non possiamo fare a meno di perseguire? Quando la passione, il sogno che ci alimenta si realizza, inizia la vita vera: una vita che per Luca Toni è sempre stata vissuta all’insegna del calcio, all’ombra di un dischetto rotondo e manti erbosi su cui correre e dribblare gli avversari inseguendo un gol.

L’ADDIO – A poche ore dall’annuncio in conferenza stampa dell’addio al calcio giocato, il mondo del pallone si prepara a tributare il degno congedo a Luca Toni, uno degli attaccanti italiani più prolifici, veterano della nazionale azzurra e campione del mondo nel 2006. Una notizia che spiazza gli addetti ai lavori, i tifosi e gli appassionati del mondo del calcio, abituati oramai da anni alle giocate vincenti del fuoriclasse con la maglia numero 9 ed a quell’esultanza un po’ inconsueta e del tutto particolare che da sempre lo contraddistingue sulle note di ogni rete messa a segno. A pochi giorni dal suo 40 esimo compleanno l’attaccante emiliano decide di appendere le scarpette al chiodo e congedarsi in bellezza, così come ha iniziato, gareggiando con i più forti: l’ultima sfida della sua carriera lo vedrà infatti impegnato nel match tra Hellas Verona e la Juventus campione d’Italia. Un finale che lascia l’amaro in bocca considerando l’imminente retrocessione in Serie B del club scaligero, quello stesso club con la cui maglia Toni aveva guadagnato il titolo di capocannoniere durante la scorsa stagione. Una vita sempre ai massimi livelli, una professionalità fuori dal comune, correttezza dentro e fuori il campo, doti da leader, capacità tecniche invidiabili, imponente nel gioco aereo, esperienza internazionale: questi i giusti ingredienti che compongono la ricetta del campione.

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LA CARRIERA- Luca Toni muove i primi passi nelle giovanili del Modena, un’esperienza formativa di prim’ordine che gli consente di avere a che fare con un tecnico d’eccezione, il brasiliano Cinesinho. Nel 2000 giunge la svolta: l’esordio nella massima serie si concretizza indossando la maglia del Vicenza nella sfida contro il Milan ma il baratro della retrocessione è dietro l’angolo e la prima punta militerà in Serie B nel Palermo, società alla quale lascerà un’indelebile traccia dopo aver segnato ben 30 reti in 45 partite e trascinato i rosanero in Serie A nelle vesti di capocannoniere della stagione 2003. Già campione del mondo con la nazionale italiana del 2006, la parabola ascendente di Luca Toni conduce l’attaccante al Bayern Monaco: l’intensa esperienza tedesca si rivela ricca di soddisfazioni per il calciatore emiliano che conquista definitivamente il cuore dei tifosi bavaresi in seguito alla straordinaria doppietta messa a segno durante la finale di Coppa di Germania tra Bayern e Borussia Dortmund. Un’impresa indimenticabile, cesellata dalla vittoria dello scudetto a fine stagione dopo lo 0-0 rimediato contro il Wolfsburg. La stella di Toni fatica ad eclissarsi in Germania, una terra che celebra le gesta del bomber con le note di una simpatica canzone di Matze Knop dal titolo “Numero Uno”, diventata poi un vero e proprio tormentone di quegli anni. Dopo una parentesi tra i campi di Roma, Juventus e Genoa, la carriera di Luca Toni tramonta al Verona, club con il quale firma un contratto che lo lega dal 2013 e che si appresta a lasciare dopo l’ultima partita che disputerà il 9 maggio tra le mura del Bentegodi.

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“Dietro a un campione deve esserci sempre un uomo”: forse è  tra queste semplici parole che si cela la chiave del successo. Forse è per questo che il calcio non è uno sport per tutti, che i miti tramontano con la velocità di un istante, che le prime impressioni non sono altro che specchietti per le allodole e che il talento, quello vero, insieme all’umiltà, è l’unica dote necessaria per entrare nell’Olimpo dei grandi e per far sì che la propria leggenda, il proprio esempio, non venga mai obliato dalle ceneri del tempo.

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