Lo stop di De Rossi, il rebus a centrocampo di Conte.

Pubblicato il autore: Francesco Saverio Simonetti Segui

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A cinque giorni dalla consegna dei ventitré che andranno in Francia a disputare l’Europeo, Antonio Conte dichiara di avere le idee chiare – due o tre dubbi da risolvere – e chiede di sognare, ma deve segnare sul taccuino l’ennesimo guaio a centrocampo. Daniele De Rossi, infatti, si è fermato durante l’ultimo allenamento a Coverciano per un problema al tendine di Achille. In una moria qualitativa e quantitativa, gli unici due centrocampisti certi di partire sono Giaccherini e Parolo, di certo non i primi due giocatori che ti vengono in mente per vincere, ma questo è.

Bisogna essere chiari. Ci troviamo di fronte ad una delle nazionali tecnicamente più scarse degli ultimi anni e non per demerito delle convocazioni, naturalmente discutibili.

L’attacco è inesistente, e questo è stato un filo rosso nella gestione Conte.

Il biennio azzurro di Conte, infatti, è iniziato con Immobile e Zaza. In due, quest’anno, hanno siglato 17 gol in 53 partite. Spesso partendo dalla panchina.

É poi proseguito con due trentenni inaspettati, Eder e Pellè. In due, quest’anno, hanno siglato 28 gol in 73 partite. Quasi tutti nel girone di andata.

L’altro attaccante è l’unico che ha veramente convinto in questa stagione, il primo in Europa a raggiungere la doppia cifra sia nei gol sia negli assist. Stiamo parlando del talento offensivo più puro in Italia, Lorenzo Insigne. Per lui 13 gol in 42 partite con il suo Napoli.

Peccato che sotto la gestione Conte il napoletano ha giocato 90 minuti in due anni, tutti nelle ultime due amichevoli, segnando il gol del pareggio contro i campioni di tutto della Spagna.

In ogni caso, al 100% faranno parte del gruppo azzurro, ma Insigne è quello che deve temere di più un taglio finale per una scelta più conservativa.

C’è poco da aggiungere se per esclusi eccellenti si intendono Belotti, Gabbiadini e Pavoletti. Maledicendo Balotelli che butta talento e Giuseppe Rossi che è più fragile dei cristalli.

Il centrocampo tra vecchi nomi e nuovi enigmi aveva trovato i suoi uomini. De Rossi davanti alla difesa, Marchisio e Verratti ad impostare. Pirlo come rincalzo di lusso. Ed era un grande centrocampo.

Poi il regista più forte degli anni 2000 si è trasferito negli Stati Uniti, che è ancora un calcio minore, mentre Marchisio e Verratti sono ufficialmente out per gravi infortuni.

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De Rossi che progressivamente ha perso feeling con il campo, sia nella Roma sia in Nazionale, è rientrato di prepotenza nei piani del CT, ma nell’ultimo allenamento si è dovuto fermare per un problema al tendine di Achille.

Con gli esclusi obbligati, Thiago Motta che conosce la Francia e Montolivo che è stato uno dei più positivi nell’ennesima stagione disastrosa del Milan, sono diventati i sostituti di esperienza, anche se un po’ compassati. Sono stati portati tra i trenta, ma di fatto hanno sempre svolto allenamento differenziato. Uno dei due, quasi sicuramente, dovrebbe rimanere a casa.

Ecco che in una moria preoccupante, le uniche due certezze sono diventate Parolo, sempre convocato da Conte e spesso impiegato a partita in corso, e Giaccherini, il tutto fare di Conte lasciato andare in Inghilterra per confermarsi in nazionale quando il CT allenava proprio la Juventus, tornato in Italia tra le file del Bologna per ritrovarla dopo che l’aveva persa. E ce l’ha fatta con una buona stagione, senza infamia senza lode.

Da possibili rincalzi o oneste esclusioni, Parolo e Giaccherini che piaccia o meno, in questo momento, rappresentano le uniche risorse in grado di garantire i novanta minuti in mezzo al campo.

Il resto è tutto un punto di domanda.

Jorginho è reduce da una grande stagione a Napoli, ma in un sistema disegnato alla perfezione. In nazionale ha giocato solo qualche minuto contro la Spagna.

Bonaventura ha fatto una grande prima parte di stagione e poi si è spento come tutto il Milan. É stato spesso convocato da Conte, ma ha giocato solo venti minuti contro l’Albania, quasi due anni fa.

Sturaro e Benassi sono le autentiche sorprese delle pre-convocazioni. Lo juventino è stato un buon rincalzo durante la stagione per Allegri, da ricordare il secondo tempo contro il Bayern Monaco all’andata dove ha trovato il gol del pareggio. Il torinese è la colonna dell’Under 21 ed è reduce da una grande stagione granata, con finale in crescendo. Per entrambi zero minuti in nazionale.

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La sensazione è che, a parte Parolo e Giaccherini, Jorginho dovrebbe prendere il posto di uno tra De Rossi, difficilmente, Montolivo e Thiago Motta, più facilmente. Mentre uno tra Sturaro e Benassi potrebbero diventare la vera sorpresa tra i convocati di Conte. Bonaventura invece non partirà, a meno che qualcun altro non dia forfait.

Le note positive arrivano dalle fasce.

Se una cosa è certa, la Fortuna – perché quella ci serve – della Nazionale passa dai piedi che solcheranno le linee che delimitano il rettangolo di gioco. E i talenti, internazionalmente riconosciuti, non mancano.

L’uomo imprescindibile è Florenzi. Il romanista può fare tutto e può spaccare le partite sulla fascia destra.

Candreva in Nazionale non ha mai deluso e ha sempre giocato con personalità. Nonostante una stagione sottotono, sia individuale che collettiva, quest’anno ha toccato ancora la doppia cifra.

El Shaarawy è sempre stato tenuto in considerazione da Conte anche quando non segnava al Milan e al Monaco. Dell’italo-egiziano ha sempre apprezzato il sacrificio. Poi il faraone è tornato in Italia, sponda Roma, e ne ha messe 8 in 16 partite. Impossibile farne a meno.

Darmian è l’esterno difensivo più forte che abbiamo, quest’anno è approdato in Inghilterra in una storica del calcio mondiale come il Manchester United. Non una grande stagione per i Red Devils, che sono comunque riusciti ad ottenere la FA CUP, molto più positiva per il terzino scuola Milan, che ha capito che in certi palcoscenici ci può stare eccome.

De Sciglio è forse uno dei giocatori più sopravvalutati, o forse un giocatore che fa sempre il suo e che gli si è chiesto troppo per qualche partita giocata particolarmente bene. Fatto sta che con una media di 20 partite a stagione nei suoi primi 5 anni da professionista, è diventato un punto fisso della nazionale di Prandelli prima e di Conte poi. I misteri del cuoio.

Questi cinque partano sicuro.

Bernardeschi e Zappacosta si giocano l’altro posto.

Il 10 della Fiorentina ha debuttato contro la Spagna subentrando e deliziando, poi contro la Germania ha deluso. E questo è attualmente Federico Bernardeschi, un giocatore incostante, degno di ogni dieci, che sulle spalle ha scritto l’eredità di Antognoni, che con Sousa si è scoperto un esterno a tutto campo.

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Il 7 del Torino ha faticato a trovare spazio nell’undici iniziale di Ventura, il prossimo commissario tecnico della nazionale, poi si è alternato tra la fascia destra e sinistra con buone prestazione ma senza toccare i picchi della scorsa stagione a Bergamo. Le assenze quasi forzate di De Silvestri e Antonelli, lo hanno portato alla prima convocazione in nazionale.

L’esterno della Fiorentina parte in vantaggio su quello del Torino, ma una scelta più conservativa potrebbe portare inaspettatamente Zappacosta in Francia.

Se dagli esterni giungono le note positive, dalla difesa arriva sulla carta l’affidabilità. Almeno qui.

I portieri sono già decisi: Buffon, immortale, Sirigu, nonostante un anno inspiegabile alle spalle di Trapp, Marchetti che approfitta dell’infortunio di Perin.

I centrali difensivi dovrebbero essere il blocco juventino: Barzagli, Bonucci e Chiellini.

Ogbonna, Rugani e Astori si contendono il ruolo di riserva.

Conte dovrebbe portarne solo uno visto che Darmian, De Sciglio e De Rossi (se parte) possono abbassarsi tra i tre e nei peggiori dei casi si potrebbe optare per una difesa a quattro già più volte sperimentata.

Al momento le indicazione dal ritiro danno in vantaggio Ogbonna su Rugani, spezzando così l’egemonia bianconera. Astori sembra più indietro.

Ricapitolando, ecco le percentuali ruolo per ruolo.

Portieri:

Bufffon 100%
Marchetti 100%
Sirigu 100%

Difensori:

Barzagli 100%
Bonucci 100%
Chiellini 100%
Ogbonna 70% Rugani 20% Astori 10%

Esterni:

Candreva 100%
Darmian 100%
De Sciglio 100%
El Shaarawy 100%
Florenzi 100%
Bernardeschi 70% Zappacosta 30%

Centrocampisti:

Giaccherini 100%
Parolo 100%
De Rossi 80% (in caso negativo, sicuramente Jorginho)
Montolivo 70% Thiago Motta 30% (in caso negativo, sicuramente Jorginho)
Jorginho 70% Benassi 15% Sturaro 10% Bonaventura 5%

Attaccanti:

Eder 100%
Immobile 100%
Pellè 100%
Zaza 100%
Insigne 90%

Questi dovrebbero essere i probabili 11 in testa di Conte che dovrebbe optare per un 3-5-2

Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Florenzi, Parolo, De Rossi, Giaccherini, Darmian; Zaza, Immobile

L’alternativa più probabile al 3-5-2 è il 4-2-4

Buffon; Darmian, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Parolo, De Rossi; Florenzi, Zaza, Immobile, El Shaarawy

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