Paolo Maldini e quel 31 maggio dal sapore particolare

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

maldini

Mentre si apprende la notizia che probabilmente Maldini non rientrerà in rossonero come dirigente, pensando alla data di oggi viene in mente quello che accadde in un pomeriggio di 7 anni fa. Io ero presente, ed era la mia prima partita che vivevo da tifoso viola con “annesso amico “. Era una bella Fiorentina, quella del 2008-2009, che aveva ottenuto il pass per la tanto sospirata Champions League e la sfida con il Milan chiudeva una stagione meravigliosa. Era la Viola di Prandelli, di Frey, di Gilardino, di Mutu, ma anche di Vargas e di Jovetic. Di fronte un Milan niente male, allenato da Ancelotti con giocatori del calibro di Pirlo, Seedorf, Inzaghi: quasi preistoria rispetto alla squadra attuale, detto con tutto il rispetto. I rossoneri hanno 71 punti mentre la Fiorentina “solo ” 68: non gioca male la squadra viola, ma nella ripresa cede sotto i colpi di Kakà al 55′ e Pato al 76′: un vero peccato..ma qualcosa deve accadere nell’aria: nonostante la sconfitta c’è aria di festa, di spensieratezza: ci sta in fondo perdere con questo Milan, ancora pieno di stelle.  Si sa che i fiorentini sono attaccatissimi ai propri idoli, li chiamano col nome di battesimo, seguono le loro azioni passo passo, si infervorano, li mandano a quel paese ma li amano: fanno la fila ai negozi per accaparrarsi la loro maglia o quando le finanze non ci arrivano, ne comprano una dozzinale e fanno mettere il nome del proprio idolo. Una settimana prima, Maldini aveva fatto il giro di campo a San Siro dopo la sua ultima gara interna, persa 3-2 contro la Roma: una festa parzialmente rovinata (e Berlusconi recentemente lo ha sottolineato) da una frangia di tifosi che si “vendicò ” per alcune prese di posizione del capitano figlio d’Arte. Pensai: ” cosa succederà a Firenze? ” – di certo i tifosi viola non amano i giocatori della Juventus (per tacere della tifoseria e della dirigenza) e per gli altri hanno una discreta indifferenza. Un brivido, un dubbio che dura però un istante e credetemi, la mano trema ancora sulla tastiera: all’annuncio dello speaker che salutava (quando mai si sente?)Paolo Maldini, tutto lo stadio (ho ancora i brividi)si alzò in piedi ad applaudire questo splendido campione che se ne andava, dopo ben 31 anni di Milan, giovanili comprese. In quel momento mi dimenticai del risultato e capii che cuore nel mondo del calcio ce n’è ancora. Per fortuna.

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MASSIMILIANO GRANATO

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