Pogba “Sono follia, sono istinto. Penso a giocare”

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

pogba juveIn una lunga intervista a La Repubblica, Paul Pogba ha parlato dei suoi obiettivi, del presente e del futuro.
Voglio diventare una leggenda?  Si, come Pelé o Maradona. Anzi, di più. Una leggenda del calcio, io non dico che sono il più forte, ma voglio esserlo.  “Purtroppo” ho un problema: odio perdere.”
Esordisce così il Polpo bianconero.

Un peso vestire addosso una maglia pregna di storia?
 È un numero. Importante, soprattutto alla Juve, ma un numero. Una volta ho aggiunto il +5 con il pennarello, perché quella mattina mi svegliai e pensai: voglio scrivere +5 sulla maglia con il pennarello. Nessun significato, nessun desiderio di alleggerire tutto, non penso che basti così poco, non credo ci sia nulla da alleggerire.
Era semplicemente una cavolata.  Alcuni dicono che avrei potuto fare meglio in questa stagione. In generale puoi sempre fare di più e meglio. Michael Jordan non ha forse ammesso di aver sbagliato tanto? L’importante è andare oltre. 
Non ero al mio livello all’inizio, lo ammetto, poi mi sono ripreso, ci siamo ripresi. Perchè nemmeno la squadra lo era.
Adesso sto bene, sto meglio e alla fine mi sembra di aver aiutato la Juve a fare tanto, peccato per quella partita di Monaco.

Essere forti vuol dire giocare con la consapevolezza di avere qualcosa in più? Correre meno?
Più sei forte più aiuti la squadra. Ronaldo non vuole mai saltare un minuto perchè ha obiettivi altissimi, è ambizioso. Lui vuole battere i record,  vuole vincere i palloni d’oro ed entrare nella storia di questo bellissimo sport. Questo non è egoismo.
Odio sbagliare, ma sbagliavo di più quando giocavo per strada e facevo esattamente le cose che faccio adesso. Migliorare è sbagliare meno: si chiama esperienza, appunto.

Pogba resterà alla Juve il prossimo anno?
Ho un contratto, non è che posso svegliarmi la mattina e andare in Inghilterra. Chiedete a chi si occupa di questo, a me interessa scendere in campo e basta: per me il calcio è quello che si gioca. E io sono quello che fa i gol, che vuole vincere, che si pettina così, che balla: sono questi i miei argomenti.
Sono contento alla Juve.

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