Ridotta la squalifica a Platini ma la carriera è finita

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

squalifica platiniRidotta la squalifica a Platini dal Tas, che ha tramutato i sei anni decretati in quattro, in virtù della consulenza da due milioni di franchi svizzeri che la Fifa, rappresentata da Blatter, aveva pagato all’ex campione francese, ciò nonostante le roi ha ritenuto doveroso il ritiro come presidente Uefa in occasione del prossimo congresso continentale, come hanno dichiarato alla stampa i suoi avvocati (riportiamo le parole di gazzetta.it):

“Platini si dimetterà dalla presidenza dell’Uefa in occasione del prossimo congresso dell’organizzazione”.

 Squalifica a Platini: la vicenda

La vicenda relativa alla squalifica a Platini è relativa al 21 dicembre dello scorso anno, in cui le roi era stato sospeso per otto anni assieme a quello che era il presidente Fifa, e cioè Joseph Blatter per un sospetto pagamento che Michel aveva percepito per una sua consulenza, pagamento di ben 2 milioni di franchi svizzeri per un lavoro di una decina di anni fa. A febbraio la commissione d’appello della Fifa,  a cui i legali del francese avevano fatto ricorso aveva ridotto la pena a 6 anni, ridotti ora a 4 dal Tas.
Nonostante le due riduzioni Platini promette ancora battaglia, mostrandosi demoralizzato per l’accaduto che considera una profonda ingiustizia nei suoi confronti:

“Prendo atto della decisione odierna del Tas, ma la vedo come una profonda ingiustizia. Questa decisione mi impone una sospensione, la cui durata mi impedirà, che coincidenza, di potermi presentare alle prossime elezioni del Presidente della Fifa. Come concordato con le federazioni nazionali, ho lasciato il mio lavoro di presidente della Uefa e continuerò la mia battaglia davanti ai giudici svizzeri per dimostrare la mia onestà in questa vicenda. La vita mi ha sempre riservato grandi sorprese: sono pronto a viverne altre”.

Squalifica a Platini: le parole di Abete

squalifica platiniL’ex presidente della federcalcio italiana, nonché vicepresidente dell’Uefa, si è espresso in favore di Michel Platini, giudicando la pena troppo severa:

“È una punizione molto, dico molto, severa. Capisco una sanzione, ma così dura…”.

Abete dichiara anche alla stampa di non volersi candidare alla presidenza Uefa, non specificando i motivi ma con una netta presa di posizione che non lascia ulteriori spiragli:

“Presidenza Uefa? No, non ci penso assolutamente”.

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