Scandalo calcioscommesse, così i clan della camorra truccavano gare di serie B. Dieci arresti

Pubblicato il autore: Rocco Menechella Segui

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Scandalo calcioscommesse, ci risiamo! I carabinieri di Napoli hanno arrestato 10 persone (7 in carcere e 3 ai domiciliari) del gruppo di camorra “Vanella Grassi” di Secondigliano in un’ operazione scattata all’alba nel capoluogo campano. Nei riguardi dei dieci è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare al termine di un’inchiesta della Dda di Napoli sull’attività del clan su scommesse e partite di serie B. “Dobbiamo mangiarci tre polpette. Tengo la pancia piena. Ti mando una conferma, aspetta dieci minuti”. Sono state le intercettazioni telefoniche disposte in una indagine sul clan Vanella Grassi a scoperchiare il vaso delle scommesse clandestine che nel maggio del 2014 avrebbe coinvolto anche alcuni calciatori dell’Avellino Calcio. Nel mirino ci sono in particolare due incontri Avellino-Modena e Avellino-Reggina, che si è concluso, appunto, con la vittoria per tre reti a zero dei biancoverdi. Tra i calciatori coinvolti nell’inchiesta Armando Izzo (oggi punto fermo del Genoa e in orbita Nazionale), Maurizio Peccarisi, Francesco Millesi e Luca Pini, nei suoi confronti degli ultimi due è stata anche disposta una misura cautelare). Il blitz dei carabinieri ha portato all’arresto di dieci persone. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli ha disposto la misura cautelare in carcere per dette persone del clan ritenute a vario titolo affilitae all’associazione camorristica. Un’altra persona è stata indagata per il favoreggiamento di uno dei capiclan. Mentre altre due avrebbero alterato il risultato delle due partite. Per tutti è stata ipotizzata l’aggravante delle finalità mafiose.

Nel corso di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale antimafia di Napoli i militari hanno identificato i componenti la rete di affiliati vicina al capo clan Umberto Accurso (arrestato l`11 maggio) e individuato gli specifichi incarichi di “armiere”, “capo piazza”, “pusher” e “distributori di mesate” agli affiliati e ai familiari dei detenuti. Portata alla luce, come detto,  anche la capacità di influenzare alcune partite del campionato di serie B della stagione 2013-2014, in particolare di partite giocate in Campania nel maggio 2014: attraverso un “contatto” (un calciatore adesso in serie A, indagato ma non raggiunto da misura cautelare, e nel fascicolo è stato inserito il nome di Izzo), il capo clan e suoi sodali hanno attratto nell’orbita criminale altri soggetti; questi hanno messo a disposizione ingenti somme di denaro per corrompere giocatori dell’Avellino, influenzando direttamente le due partite.

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