Simeone e quel catenaccio all’italiana eseguito alla perfezione

Pubblicato il autore: andrea celesti Segui

diego simeoneIeri sera, contro ogni pronostico, l’Atletico Madrid è riuscito a eliminare il Bayern Monaco e a conquistare la sua seconda finale di Champions League in tre anni. Forti dell’1-0 dell’andata, all’Allianz Arena gli uomini di Simeone hanno dato prova di grande maturità, dimostrando di saper soffrire. Bisogna ammettere che il Bayern ha messo in campo una formazione più forte, e probabilmente ai punti avrebbero vinto i tedeschi viste le tante occasioni create ieri sera, ma si sa nel calcio contano i gol. Nonostante una formazione nettamente inferiore per qualità, l’Atletico è riuscito a contenere il Bayern grazie ad un vero e proprio “catenaccio“. Una tattica tipicamente italiana, che consiste nel chiudersi in difesa e poi ripartire in contropiede appena si presenta l’opportunità. Simeone, che ha giocato in Italia per molti anni con le maglie di Inter e Lazio, la conosce bene e da allenatore ha sempre cercato di farla assimilare ai suoi giocatori. Il gol di ieri sera di Antoine Griezmann ne è un esempio: dopo aver fermato l’ennesima azione dei tedeschi, l’Atletico è ripartito velocemente e con quattro tocchi è andato in rete. La forza dei “Colchoneros” sta proprio nell’eseguire il catenaccio alla perfezione, grazie anche ad una grande preparazione atletica, unita a coraggio e tanta grinta. E’ proprio questo che permette di sopperire all’assenza di fuoriclasse in rosa. Il “Cholo” ha avuto anche il merito di aver rispolverato il lancio lungo, arma molto efficace contro il tiki taka.
La squadra di Simeone è la dimostrazione che anche senza tanti soldi e top- player si può vincere, basta saper giocare di squadra, essere uniti ed aiutarsi in ogni momento. Avere quindi un collettivo forte, cosa che non tutti i club hanno. Da quando è sulla panchina dell’Atletico, l’allenatore argentino è riuscito a far resuscitare la squadra, portandola dalla zona retrocessione al titolo di campione di Spagna e vice campione d’Europa, oltre a conquistare una serie di trofei nazionali ed internazionali. E’ chiaro che il “Cholo” non ha inventato nessuna tattica, tanti prima di lui hanno usato e continuano ad usare il catenaccio. Basta pensare a prima dell’avvento di Sacchi, quando c’erano i vari Rocco, Helenio Herrera. In epoca recente si può fare l’esempio di Ranieri, che con il Leicester ha vinto la Premier giocando allo stesso modo e quando era in Italia veniva considerato quasi un incapace. Oppure a Di Matteo, che ha vinto la Champions League con il Chelsea nello stessa maniera ed è stato etichettato come qualcuno che voleva distruggere il calcio. Anche l’Inter di Mourinho giocava in modo simile, la Nazionale italiana ha vinto quattro mondiali con questa tattica. Probabilmente rispetto a questi allenatori appena citati, Simeone è una figura più carismatica, capace di trasmettere alla perfezione il suo credo calcistico ai giocatori. Fabio Caressa forse esagera quando dice che il “Cholismo” fa schifo. Di sicuro squadre come Real o Barcellona non prenderebbero mai il “Cholo” come allenatore, anche perché lo spettacolo vero è un qualcosa di diverso. La squadra di Simeone non esprime infatti un bel gioco da vedere, niente “tiki taka”(che tra l’altro è noioso pure quello) o cose simili, ma continua a vincere e finché la tua idea di gioco ti porta a grandi risultati, nessuno può dirti nulla.

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