Simone Scuffet: dal no all’Atletico alla retrocessione con il Como

Pubblicato il autore: Andrea Pertile Segui

Scuffet
Dov’è finito Simone Scuffet, il talentuoso portiere dell’Udinese che nel 2014 a soli 17 anni esordì in maglia bianconera scavalcando nelle gerarchie il portiere titolare dell’epoca Brkic? Dopo essere corteggiato da molti top club italiani ed europei ed avere rifiutato un ipotetico passaggio all’Atletico Madrid, l’estremo difensore ora diciannovenne ha trascorso la stagione in prestito al Como (Serie B), ma nonostante le sue discrete prestazioni, ciò non è bastato per evitare le retrocessione in Lega Pro della squadra lombarda.

Simone Scuffet tra passato, presente e futuro

In una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, l’attuale portiere del Come intende spiegare perchè rifiutò il trasferimento alla corte di Simeone: “Io ho scelto di restare a Udine per l’ambiente, per i preparatori dei portieri. Volevo continuare a crescere lì, e per questo ero e sono convinto di aver fatto la scelta giusta. Non ho rimpianti perchè può servire più un anno in panchina a Udine che una stagione in Spagna. In quell’anno in cui ho fatto la riserva ho imparato molto. Rimpiangere il passato è una cosa che toglie energie: meglio pensare a come migliorare. Ho appena iniziato la carriera, e se saprò migliorarmi le occasioni non mancheranno. Il pensiero che a 19 anni sono quasi finito, solo perché ho fatto un anno in B, non mi riguarda. Ho giocato 34 partite e mi sono servite per crescere. Sono come un estremo difensore che esce dalla Primavera e va in B: il percorso di un giovane normale”.

A Como il portiere di proprietà dei bianconeri friulani ha timbrato 34 presenze, concedendo 52 gol. Sulla media, considerando che la sua carriera è ancora agli albori, anche se qualche errore è inevitabile, soprattutto in tenera età: “Ho fatto alcuni sbagli e me ne sono assunto tutta la responsabilità. Dispiace per la retrocessione dei lombardi, ma sono convinto che l’anno prossimo riusciranno a tornare nel campionato cadetto. Cosa farò dopo il rientro dal prestito? Come ho detto in altre occasioni, la cosa più importante resta solo una: giocare”.

Infine, un paragone tra Simone Scuffet del 2014 e del 2016: sino ad ora, qual è stata la miglior annata? “Io sono convinto di essere più forte ora. Ho fatto errori anche due anni fa, solo che il primo anno te li perdonano, non li vedono. Adesso, però, tutto è diverso”.

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