Stagione ai titoli di coda. Cosa aspettarsi dal futuro in casa blucerchiata?

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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Dopo la brutta sconfitta nel derby, come sappiamo, è arrivata comunque la salvezza, seppur in modo non proprio onorevole. Ciò significa, fortunatamente, che il match con la Juventus non risulterà decisivo per la stagione dei blucerchiati, potendo, quindi, da subito iniziare a pensare al futuro. Ma a che tipo di fuuro? Già il solo chiedersi chi siederà in panchina, il prossimo anno, sembra un bell’enigma. Dopo il botta e risposta nel postpartita di ieri, fra Osti e Monella, sembra difficile una permanenza del tecnico campano, che pur non avendo fra le mani, oggettivamente, un organico di prim’ordine, non è riuscito a dare quella svolta che tifosi e società si aspettavano. E’ anche vero che se hai fra le mani una cinquecento, non puoi aspettarti delle prestazioni da monoposto di formula uno. E, qui, non si può non citare la società. Sono state fatte delle scelte ad inizio stagione, seppur con l’allora tecnico Walter Zenga, che si sono rivelate sbagliate. In primis, smantellare quello che poteva essere un centrocampo di prospettiva, cedendo i vari Duncan, Obiang, Rizzo, e non riscattando Acquah. Vero che si trattava di giocatori prettamente “fisici”, ma non più tardi di ieri, quanto avrebbero fatto comodo anche solo un paio dei nomi appena citati? Proprio il centrocampo ha patito le pene dell’inferno, con Palombo, Soriano e in parte Fernando, sempre in affanno contro il duo Rigoni-Rincon. Vendere, poi, il tuo miglior giocatore a gennaio, ossia Eder, senza realmente rinforzati, perchè l’arrivo di Quagliarella a malapena ha sopperito alla perdita dell’italo-brasiliano, è un’altra mossa non rivelatasi ottimale. Vero che si può discutere sulla volontà o meno del giocatore di rimanere, ma, se il volere di Eder era quello di andare verso altri lidi, lo si cedeva o d’estate, o a fine stagione, non certo con una salvezza ancora da conquistare sul campo. E proprio il mercato, per la prossima stagione, sarà certamente un tema molto delicato. Questo perchè diversi giocatori andranno via per fine-prestito, come Dodò, Ranocchia, Carbonero e Rodriguez, ed altri, come Soriano, sembrano essere sul piede di partenza. A questo va aggiunto che, per il reparto offensivo, si potrà contare su due giocatori ultratrentenni come Quagliarella e Cassano, se rimarrà, e uno come Muriel, il cui valore oramai si è quantomeno dimezzato. Se è vero che non ci sono grandi disponibilità, a parte i già citati Soriano e Fernando, difficilmente si potrà far cassa, rendendo, così, ancora più difficoltoso un mercato che gioco-forza dovrà portare diversi elementi in blucerchiato, visto, appunto, le non poche partenze previste. Di certezze, quindi, ce ne sono solamente due: si riparte da una salvezza ottenuta più per demeriti altrui che per meriti propri; si riparte dalla necessità di riconquistare la fiducia della tifoseria, che da parte sua non ha mai fatto mancare il proprio appoggio.

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