Tiki taka o contropiede? Ciò che conta è l’applicazione

Pubblicato il autore: Alessandro Ricci Segui

tiki taka
In questo momento sarebbe facile rispondere che tra Tiki taka e contropiede sia preferibile e più efficace quest’ultimo, ma non dobbiamo dimenticare che il Barcellona e la Spagna hanno dominato gli ultimi anni del calcio internazionale, influenzando molti giovani allenatori e molte squadre. Gattuso, attuale allenatore del Pisa e ex grande interditore del Milan e della nazionale italiana, sta dalla parte dei contropiedisti, affermando in una recente intervista che il Tiki taka avrebbe snaturato il gioco di molte squadre italiane, il gioco all’italiana, fatto di grande difesa e veloci contropiedi; Sacchi, in una sua ipotetica risposta, potrebbe sottolineare come il suo Milan avesse già cambiato il tipo di gioco rispetto a quello all’italiana. Ma è proprio qui il punto, nel verbo “cambiare” e non superare o migliorare: Sacchi non ha rivoluzionato il calcio, ha solo usato un sistema di gioco diverso, e allo stesso tempo altri allenatori hanno continuato a usare il sistema all’italiana, secondo le proprie idee. A nostro avviso non esiste un sistema migliore dell’altro, ciò che conta è la sua applicazione, che si basa sugli schemi dell’allenatore e l’interpretazione dei suoi giocatori. Per tornare a Sacchi, che non ha mai smesso di lottare per un calcio più propositivo, c’è da dire che il suo Milan resterà per sempre una esperienza irripetibile, ma lo resterà anche l’Inter di Mourinho: era meglio il gioco dei giganti del Milan o quello dei velocissimi interisti, Van Basten o Milito, Gullit o Sneijder, chi divertiva di più? A nostro avviso è impossibile rispondere, o, meglio, si può rispondere ma si deve ammettere che la scelta testimonia un gusto del tutto personale, che tra l’altro non può mai prescindere dal tifo o dalla simpatia per una certa squadra. Possiamo amare Guardiola e Messi oppure il pragmatico Ancelotti e Ronaldo, Sacchi o Trapattoni, e i rispettivi loro seguaci, nella consapevolezza che ciò che diverte noi può essere noioso per gli altri. Abbiamo una volta assistito ormai tanti anni fa alla partita Fiorentina Milan al Franchi, ecco, ricordiamo solo che la Fiorentina non oltrepassò mai il centrocampo e che quelli del Milan erano dei veri giganti; ma abbiamo anche visto più recentemente la stessa situazione in Barcellona Inter: i giocatori del Barcellona non erano dei giganti ma schiacciarono ugualmente l’Inter nella propria tre quarti, e non troviamo nella storia recente partita più emozionante e divertente. Bisogna anche dire che un buon allenatore secondo noi cerca di esaltare le caratteristiche dei propri giocatori: il Barcellona di Guardiola sembrava nato per quel tipo di gioco, come l’Inter di Mourinho e oggi l’Atletico Madrid sembrano naturalmente portati per contare su una grande difesa e veloci ripartenze, o contropiedi, se preferite. Importante è che la società prima, l’allenatore e i giocatori poi abbiano le idee chiare e le qualità per interpretare il sistema di gioco che ritengono più efficace e più divertente per il pubblico: gli ultimi anni in cui si sono alternate alla vittoria squadre diversissime tra loro ma ugualmente emozionanti dimostrano quanto detto e ci regalano la possibilità di dividerci in amanti del gioco all’italiana o del Tiki taka, in una disputa infinita…

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