Trilogia blucerchiata di un derby – 1° Parte

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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Oramai ci siamo. Pochi giorni e andrà in scena il 112°derby della Lanterna di Genova, appuntamento attesissimo da entrambe le tifoserie. Questo perchè ottenere la supremazia cittadina, in una stagione avara di soddisfazioni, come questa, sarebbe un modo per chiudere decorosamente questo campionato, per entrambe le compagini liguri. In occasione di quest’appuntamento sportivo, ripercorreremo la storia di tre derby che, per un motivo o per l’altro, hanno lasciato un segno negli ultimi dieci anni, ovviamente in tinta blucerchiata.

Il primo, di questa sorta di trilogia, termine che tanto va di moda in ambito cinematografico, è quello di ritorno del campionato 2007/2008, stagione terminata con la qualificazione per la Sampdoria all’Europa League, tramite un ottimo sesto posto. Una delle caratteristiche, forse più peculiari, di questa stracittadinà, fu la conferenza stampa congiunta dei due tecnici di allora, ossia Gasperini per il Genoa, oggi nuovamente sulla panchina rossoblù, e Mazzarri. Le interviste si svolsero con animo pacato, qualcuno disse anche troppo. Questo tipo di esperimento, concordato per cercare di smorzare la tensione fra le due tifoserie, non verrà più replicato in avanti. Ma veniamo al match vero e proprio. La Sampdoria, che giocava “fuori casa”, schierava: Castellazzi; Campagnaro, Sala, Accardi; Maggio, Palombo, Delvecchio, Franceschini, Pieri; Cassano, Bellucci. Il Genoa, da parte sua, rispondeva con: Rubinho; Konko, De Rosa, Criscito, M.Rossi, Paro, Juric, Danilo; Milanetto, Borriello, Di Vaio. La partita, fin da subito, è combattuta ed uno dei protagonisti indiscussi di questo derby, Maggio, ci impiega ben poco a far capire chi sia il padrone della fascia destra, tanto da arrivare in poco tempo già alla conclusione in porta. I padroni di casa non stanno a guardare e replicano con la loro punta Di Vaio, però il numero uno blucerchiato abbassa la saracinesca, rifugiandosi in calcio d’angolo. Ma, il protagonista assoluto in campo è senz’ombra di dubbio Antonio Cassano, capace di stoppare palla, esibirsi in una spettacolare veronica a metà campo, per poi liberare, davanti a Rubinho, l’esterno Maggio, che non riesce a dar seguito al capolavoro del numero 99. Solo quest’ultimo gesto atletico valeva l’intero prezzo non del singolo biglietto, bensì dell’intero abbonamento annuale. Nel secondo tempo il registro non cambia, ed il talento di Beri Vecchia continua ad illuminare la manovra blucerchiata, rimettendo ancora una volta Maggio davanti al portiere rossoblù, ma per la terza volta il goal non arriva. Ma se da una parte l’esterno di Mazzarri dimostra di non essere di certo un cecchino sottoporta, dall’altra evidenzia una capacità di corsa fuori dal comune, costringendo, così, Danilo a commettere nuovamente fallo e ad uscire anzitempo, visto che il brasiliano era già ammonito. Ad improvvisarsi, poi, assistman è Franceschini, che, guarda un pò. rimette in condizione il numero 7 di andare al tiro, ma ancora una volta è l’estremo difensore rossoblù a spuntarla. In poche parole: classica partita dove sembra non si possa far goal neppure con una pallina da baseball. Ma, superato il 40′ della ripresa, Fantantonio prende palla sulla sinistra e, dribblandosi anche qualche fotografo, crossa in mezzo all’area per Maggio che, con un colpo di testa, indirizza la palla in rete, ma Rubinho, ancora una volta, riesce a dire di no, ma l’azione non è terminata. L’esterno raccoglie la respinta del portiere rossoblù e con tutta la forza batte a rete, il pallone finisce addosso a Lucarelli per, poi, finalmente insaccarsi. E’ il delirio al Ferraris. La Sud esplode ed incita ancor di più i propri beniamini. Trascorsi gli ultimi minuti di gioco ed il recupero, Marassi scoppia in un boato, con i conseguenti festeggiamenti, che prendono di mira anche l’allenatore Mazzarri, bersaglio delle bottigliette d’acqua dei giocatori, in primis di Cassano, nel frattempo uscito per far posto a Ziegler. La Sampdoria si aggiudica, quindi, il derby per 1-0, nel segno del numero 99. Angelo Palombo a fine partita dichiarerà; “I tifosi della Sampdoria sono unici. Come un giocatore, anche loro, in occasione del derby, danno qualcosa in più. Riescono a starti vicini. Una tifoseria come la nostra non ha eguali“.

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