Trilogia blucerchiata di un derby – 3° Parte

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

Autogoal di Bovo
La terza ed ultima tappa di avvicinamento, al 112° derby della Lanterna, non poteva essere che la stracittadina vinta dai blucerchiati, al loro ritorno in Serie A, dopo la sciagurata retrocessione, di due anni prima, nell’anno della qualificazione ai Preliminari di Champions League. Più precisamente, quindi, si torna al 18 novembre 2012, derby di andata, partita alla quale le genovesi arrivarono in grande difficoltà. Se da una parte la Sampdoria veniva da ben sette sconfitte consecutive, dopo un ottimo avvio di stagione, dall’altra, il Genoa non stava sicuramente meglio, visto le cinque sconfitte di fila, rimediate nell’ultimo mese. Se a questo si aggiunge una classifica da incubo, in ordine penultimo posto per la squadra di Ferrara e ultimo per quella di Delneri, ex di turno, l’idea che fosse un match spartiacque era abbastanza forte. I primi ad esserne consapevoli erano i tifosi, non certo soddisfatti per l’operato delle due società. Basti pensare che nel pre-partita vennero srotolati alcuni striscioni di contestazione sia da una parte che dall’altra. I doriani presero di mira il presidente Edoardo Garrone ed il direttore sportivo Pasquale Sensibile, con “Vicario assente” e “Ds incompetente”, mentre i genoani si scagliarono in toto contro Enrico Preziosi, con uno striscione che recitava “Preziosi il nostro derby è contro di te, servo, giuda, infame!!!”. Non certo, quindi, un clima tranquillo.

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Venendo alle formazioni, l’unidici scelto da Ferrara fu: Romero, Mustafi, Rossini, Gastaldello, Costa, Munari, Maresca, Obiang, Poli, Krsticic, Icardi. Da annotare l’esordio nella massima serie per il giovane argentino Icardi, visto le assenze forzate di Maxi Lopez, Pozzi e soprattutto Eder. Delerni, subentrato a De Canio, rispondeva con: Frey, Sampirisi, Granqvist, Bovo, Moretti, Jankovic, Toszer, Kucka, Antonelli, Immobile, Borriello. Si incomincia, così, con il grifone proiettato in avanti, avendo un paio di occasioni in pochi minuti: prima con una conclusione di Immobile, poi, di Kucka dalla distanza, in entrambi i casi bloccate senza problemi da Romero. Se la Sampdoria poteva essere partita con il freno a mano, ecco che dimostra tutto il suo cinismo sottoporta. Maresca prova una conclusione che diventa un assist per Poli che, libero da marcature, può tranquillamente battere Frey, portando in vantaggio i blucerchiati. Goal importantissimo non solo per l’economia del match, ma soprattutto perchè il primo in Serie A per il centrocampista ed il centesimo per la Sampdoria nei derby ufficiali. Ti aspetti, quindi, una reazione degli avversari, ma è la squadra di Ferrara ad andare ancora in goal. Icardi supera Granqvist e prova il tiro, Frey riesce a respingere ma la sfera carambola su Bovo che, incespicando, la devia goffamente nella propria porta, peraltro sotto la Nord. Risultato di 2-0 per i doriani e boato della Sud. Lo stesso Icardi ha, poi, altre due occasioni da rete, ma non riesce a concretizzarle. Il giovane argentino in pochi minuti diventa lo spauracchio dell’intera difesa rossoblù. Nella ripresa, a partire ancora forte è il Genoa, essendo sotto di ben due goal. A provarci sono di nuovo Immobile, e Jankovic su punizione, ma il portiere della Nazionale argentina si fa trovare ancora pronto. Dopo un discreto pressing degli ospiti, proprio Immobile riesce ad accorciare le distanze, essendo il più lesto ad arrivare sul pallone in una furibonda mischia in area di rigore. Partita riaperta? Sulla carta sì, ma la Sampdoria riesce non solo a conservare il goal di vantaggio, ma addirittura a trovare il tris. Tissone, appena entrato, serve un delizioso assist per Icardi, che non ci pensa due volte e fa secco Frey, per poi andare a festeggiare sotto la Sud, Come Poli, anche per il giovane argentino si tratta della prima segnatura in Serie A. Al termine dei minuti di recupero, si potè festeggiare una fondamentale vittoria in casa doriana, che permetteva di muovere la classifica e, allo stesso tempo, a Ferrara di rifiatare un pò, seppur destinato ad essere sostituito da Delio Rossi da lì a poco tempo. Una stracittadina, quindi, piena di emozioni e significati: non solo il derby delle prime volte per Icardi e Poli ma anche quello dell’autogoal di Bovo sotto la Nord. Miglior sceneggiatura non poteva esserci.

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