Verratti infortunato: Conte chi porta all’Europeo?

Pubblicato il autore: Fausto Leone Segui

VERRATTI-DE-ROSSI
Non bastava il grave infortunio di Claudio Marchisio, fermo per i prossimi sei mesi dopo la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro durante la partita di campionato contro il Palermo, lo scorso 17 aprile; non bastava il precario stato di forma di Andrea Pirlo, accantonato ultimamente anche da Vieira e i suoi New York City FC: al pericolante impianto del centrocampo azzurro in vista degli Europei 2016 si aggiunge una nuova tegola, forse la peggiore: il nuovo infortunio di Marco Verratti. Il ventitreenne centrocampista del PSG ha sofferto per tutta la stagione di pubalgia, raccogliendo solo 18 presenze quest’anno in Ligue 1, e mercoledì scorso si è fermato nuovamente durante un allenamento nel centro del club francese, il Camp de Loges nella foresta di Saint-Germain-en-Laye. Secondo i medici francesi, Verratti ha pochissime possibilità di recuperare in tempo per l’Europeo.

Anche se gli impegni col club parigino avrebbero permesso al centrocampista abruzzese di saltare il pre-ritiro della Nazionale, in programma a Coverciano dal 18 al 21 maggio (il PSG giocherà infatti la finale di Coppa di Francia il prossimo 21 maggio, contro l’Olimpique Marsiglia), le dichiarazioni belligeranti del ct Antonio Conte lasciano presagire che non ci sarà spazio per giocatori fuori condizione. Con Verratti infortunato, ecco allora che nella lista dei 23, che Conte ufficializzerà il 31 maggio prossimo, potrebbe rientrare Daniele De Rossi: DDR non viene convocato in nazionale dallo scorso settembre, ma nelle ultime giornate ha ricominciato a giocare con continuità con la Roma e la sua esperienza e il suo carisma potrebbero far comodo agli azzurri. Capitan-Futuro sarebbe inoltre spendibile anche in difesa, in situazioni di emergenza.

Per adesso, a tre settimane dalle convocazioni, le caselle sicuramente occupate nel centrocampo azzurro sono solamente quattro: Alessandro Florenzi, il jolly Emanuele Giaccherini, e i due laziali Antonio Candreva e Marco Parolo. Per Conte si prospetta ora il ruolo più difficile: a chi affidare le chiavi del centrocampo azzurro? Nessuno dei quattro citati è infatti un regista puro, e ora che i due eredi designati di Andrea Pirlo (Marchisio e Verratti, appunto) sono fuori causa il ct si trova nella difficile condizione di dover azzardare una scelta al di fuori del nucleo storico di calciatori che lo hanno accompagnato nel suo biennio alla guida della Nazionale. A marzo, Conte schierò dal primo minuto Thiago Motta nelle due partite degli azzurri: l’ex interista giocò una partita ordinata a Udine, nell’amichevole pareggiata 1-1 contro la Spagna, mentre naufragò pochi giorni dopo – assieme al compagno di reparto Montolivo, altra scelta inedita per Conte – nella brutta sconfitta dell’Allianz Arena contro la Germania. Curiosamente, il miglior regista di questa Serie A, il napoletano Jorginho, non giocò che una manciata di minuti contro la Spagna, e rimase in panchina per tutti i 90 minuti contro la Germania: le condizioni precarie di Thiago Motta, che ancora non si è rimesso al 100% dall’infortunio patito alla coscia sinistra patito durante la sfida col Manchester City in Champions League, potrebbero però costringere Conte ad affidarsi all’italo-brasiliano.

Con Jorginho, Daniele De Rossi e forse Thiago Motta, che dovrebbe tornare disponibile in vista dell’Europeo francese, rimane scoperto un solo posto: Marco Scarpa, osservatore azzurro, ha monitorato Pirlo e Giovinco durante un viaggio negli States durato due settimane, ma sembra improbabile che Conte possa affidarsi nuovamente al centrocampista bresciano. L’ultimo nome uscirà allora probabilmente da una rosa di tre/quattro nomi: Soriano, incapace però di ripetere la strepitosa stagione 2014/15 durante questo campionato; Montolivo, che però paga l’annata fallimentare del Milan; l’altro rossonero Giacomo Bonaventura, di gran lunga il migliore del Milan ma anch’egli infortunato di lungo corso; il granata Baselli, che sembra però una scommessa troppo rischiosa per un “conservatore” come Conte; Bernardeschi, che si è consacrato quest’anno in maglia viola (tanto che anche il Barcellona sembra interessato al suo cartellino), e autore di una grande prova contro la Spagna. Qualunque siano le scelte finali di Antonio Conte, non sono certo le premesse migliori per affrontare l’impegno europeo in Francia.

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