Vincenzo Montella: “Obiettivi? Non sono io a doverli dire”

Pubblicato il autore: Gabriele Lepri Segui

Montella in conferenza stampa

Sono arrivate poco fa le prime dichiarazioni di Vincenzo Montella dopo l’incredibile passo indietro sia dalla sua parte che da quella di Massimo Ferrero. Vincenzo Montella e la Sampdoria porteranno ancora avanti il rapporto nonostante la pessima annata condita da una sofferta salvezza e da un derby perso malamente contro il Genoa. Vincenzo Montella ha parlato a margine del riconoscimento Amalfi, assegnato dal Comune della Divina Costiera e dalla DGS Sport&Cultura organizzatrice dell’evento realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Allenatori Calcio, come riportato da Tuttomercatoweb.com. Il premio a Vincenzo Montella è stato assegnato al termine della sua gloriosa carriera nonchè di un buon inizio di carriera in panchina. Vincenzo Montella si è subito soffermato sulla sua permanenza alla Sampdoria: “Col presidente non abbiamo parlato di uomini, di sicuro riparto con grande entusiasmo. Voglio iniziare in maniera diversa rispetto a come è finita la stagione, la dimensione della Samp è diversa Non sono io a dover dire quali saranno gli obiettivi. Non è stato rinnovato il contratto, l’ho firmato a novembre. A me piacciono le sfide, è stato rinnovato il percorso. C’è la volontà di continuare. Non mi piacerebbe lasciare in questo modo. Le esperienze negative sono più formative di quelle positive. Certamente è stata l’esperienza più formativa per quanto mi riguarda, è stata una avventura fondamentale per il futuro a prescindere se inizierò o meno il campionato”. Il tecnico della Sampdoria ha così commentato poi gli accostamenti alla panchina della nazionale per il dopo Conte: “Sono orgoglioso di essere accostato alla Nazionale. Fa piacere che la FIGC pensi a me, a livello personale e professionale. E’ un ruolo che deve rispecchiare tante caratteristiche. Sono stato accostato all’Italia, sarebbe o sarà un sogno. Mi piacerebbe, ma adesso mi piace allenare. A prescindere dall’età, uno deve avere una vocazione e deve piacergli. E’ più facile mettere insieme delle teste sotto un unico colore con una sola lingue, nel club è più difficile mettere insieme più culture“. Montella si è poi soffermato sulla straordinaria stagione del Napoli: “Non sempre se non vinci è mancato qualcosa, si può vincere anche arrivando secondi. E’ un paradosso. Il Napoli ha disputato una grandissima stagione ma nel lungo la Juve è più abituata a vincere: tutto qua. Sono stato molto chiacchierato per quanto riguarda il Napoli, ma contatti concreti non ce ne sono stati. So della stima di De Laurentiis, fa piacere, ma il discorso finisce qui“. Il mister blucerchiato ha poi parlato dei tanti campioni del passato e del presente, nati in Campania, ma che per sfondare nel mondo del calcio hanno dovuto abbandonare la propria terra d’origine: “Credo che valga per tutti i settori, stando nel proprio territori si può essere fuorviati da qualcosa. Sono andato via per inseguire un sogno. Empoli era una eccellenza per fare il calciatore, forse perchè in Campania non c’erano strutture per crescere. Credo sia dipeso soprattutto da questo. Nel nostro territorio sono cresciuti tanti calciatori, come Caccia e Lodi oltre Di Natale. Ma prima si giovava per strada, era più semplice affinare la tecnica“. 

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