22 giugno 1986, 30 anni fa, Maradona si consacrò il più forte

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

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22 giugno 1986. Campionato Mondiale in Messico. Quarti di finale della competizione, si sfidano Argentina ed Inghilterra. Big match della fase finale. Partita di grande valore sportivo, vista l’acerrima rivalità tra le due squadra, ma soprattutto tra le due nazioni, visto che sono in quel periodo in guerra per le isole Malvine o Falkland, come vuole la lingua inglese. Si lotta per un pezzo di terra, e le perdite, umane soprattutto all’esercito sud americano, si fa sentire. Ma c’è una partita di calcio, è sport, che può unire un paese, e sappiamo che l’Argentina, per il calcio vive. E confida nella sua Albiceleste, e nel suo capitano, Diego Armando Maradona, ancora 25 enne, militante nel Napoli, da due stagioni. La partita è bloccata sullo 0-0, ma ad inizio ripresa, in un’azione confusa in area, el Pibe, anticipa Shilton, mettendo la mano tra il pallone e la testa, e beffa il portiere inglese. L’arbitro non vede la scorrettezza, inglesi infuriati. Maradona, poco dopo dirà “è stata la Mano di Dio”. Parole che resteranno scritte nella storia. Ma non è finita qui. L’Inghilterra reagisce, ma non riesce a pareggiare. E sappiamo che Maradona, non è solo quello dell’1-0. Prende palla a centrocampo, e con undici tocchi, centrocampisti e difensori dell’Inghilterra non lo mantengono. Sfugge ad ogni rivale, la palla sembra attaccata al piede, entra in area, scarta anche Shilton, e raddoppia. Il mondo è ai suoi piedi. La rete, entra nell’olimpo del calcio mondiale, e Diego Armando Maradona, si consacra come il più forte calciatore di tutti i tempi. Cattivi a destra e a sinistra, diranno, che non è lui. Dovranno farsi ancora un esame di coscienza. Ecco il video originale del gol di Diego, con commento  del telecronista argentino, che piange sia per il gol, che per il brutto momento che sta passando il paese, in conflitto.

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