Agnelli “La Juve non farà mai la fine di Inter e Milan”

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

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Riprendiamo l’intervista che Andrea Agnelli ha concesso a SportMediaset.

Agnelli, quanto è importante costruire uno zoccolo duro tutto italiano?

Non ho mai pensato ad una Juventus senza una base di 7-8 giocatori italiani, perché sono loro quelli che percepiscono meglio la reazione della gente e che tengono gli equilibri.
Sturaro, Zaza e Rugani sono stati basilari e si sono aggiunti allo zoccolo duro esistente. E’ fondamentale avere una base italiana. Senza non si sarebbe capita la gravità della situazione ad inizio stagione e forse non avremmo avuto la forza di reagire e di ripartire.
Lo spogliatoio è la chiave di ogni successo, pensiamo al Milan di Ancelotti, pensiamo ai Pirlo, ai Maldini, ai Gattuso.

La famiglia Agnelli sarà sempre sinonimo di Juve o c’è possibilità che un giorno possa entrare un socio straniero di maggioranza?

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Non essere favorevoli all’ingresso di capitali esteri significherebbe non capire il mondo in cui viviamo, è un fattore positivo che magnati stranieri si interessino al nostro campionato e devono essere sempre i benvenuti. E’ semplice il discorso: maggiore è la concorrenza, maggiore è lo stimolo a fare meglio. Però per quanto riguarda noi, ripeto, abbiamo il 63% della Juve e non abbiamo alcuna intenzione di cederlo a nessuno.

Come vede i prossimi anni per la Juve e per i club italiani?

La sfida dei prossimi 3-5 anni per il calcio italiano sarà come non perdere ulteriore terreno in Europa: un compito davvero difficile. Dobbiamo smettere di pensare a proteggere e porci l’obiettivo di innovare, di crescere con le migliori armi a disposizione. Non abbiamo i soldi del Barcellona o del Real Madrid ma non dimentichiamo che i nostri dirigenti e i nostri allenatori sono fra i migliori al mondo.

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In questi giorni è iniziato l’Europeo, l’Italia di Conte esordirà lunedì. Cosa ne pensa delle discussioni che hanno accompagnato il rapporto tra l’attuale ct e l’ambiente bianconero?

Con Conte ho sempre avuto un ottimo rapporto, ai tempi della squalifica l’ho difeso dal primissimo minuto e anche adesso ci sentiamo spesso. Abbiamo fatto sei mesi senza allenatore, è stato bravo lui a rientrare, ma anche noi a credere sempre nella sua onestà: sfido chiunque altro a riuscirci.

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