Argentina e Messi, ora o mai più

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

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Argentina e Messi, due entità e un comune denominatore: fortissimi ma a secco da troppo tempo. La Copa America del Centenario, più di ogni altra competizione sta probabilmente esaltando la grandezza di questa nazionale, della sua rosa e del suo simbolo, Lionel Messi. Eppure la vittoria per l’Albiceleste e della ‘pulce’ con la ‘camiseta’ della Selecciòn da anni sono un miraggio. Un destino beffardo, che rende incompleta l’una e l’altro. Incredibile se si pensa al talento del ’10’ blaugrana e alla fortissima rosa che da metà anni Novanta, con diversi interpreti, ha sempre avuto a disposizione la nazionale sudamericana in tutte le competizioni a cui ha preso parte.

Partendo proprio dall’Albiceleste si vede come i grandi nomi spesso non sono bastati. L’ultimo trofeo risale alla Copa America del 1993, quando una doppietta di Batistuta stese in finale il Messico, regalando per la quattordicesima volta questo trofeo alla Selecciòn. Da lì in poi sconfitte e delusioni, spesso eclatanti. Le prime batoste sono arrivate nei Mondiali. A Usa ’94 non è bastato avere Batistuta in grande forma, l’idolo di sempre Maradona (a fine carriera), Simeone, Redondo, Balbo e Caniggia: agli ottavi la Romania di Hagi ha avuto la meglio. Quattro anni dopo squadra ancora più forte. I solidi Batistuta, Redondo e Simeone, con l’aggiunta di Claudio Lopez, Ortega, Ayala, Veron, Zanetti, Almeyda e Crespo; ma l’Olanda e Bergkamp stendono gli argentini allo scadere nei quarti. Per non parlare del 2002; squadra pressoché identica e clamorosa eliminazione al primo turno.

Non va meglio in Copa America. Nel 2004 si aggiunge alla lista delle stelle un Tevez in rampa di lancio, che trascina la nazionale in finale dopo undici anni. Ma i rivali storici del Brasile prima pareggiano a tempo scaduto e poi trionfano ai rigori. Brasile che si ripete appena un anno dopo nella finale di Confederations Cup. Cambia scenario, nel 2006 ci sono di nuovo i Mondiali in Germania. Squadra stellare: Tevez, Crespo, Saviola, Riquelme, Veron e un giovanissimo Messi. Nulla da fare, ai quarti Argentina e Messi si arrendono ai padroni di casa ai rigori. Un anno dopo ancora finale in Copa America, ancora contro il Brasile, e anche stavolta i verdeoro festeggiano. Due leggende, in panchina Maradona, in campo Messi. Senza contare i vari Tevez, Di Maria, Higuain, Mascherano e Aguero. Eppure l’avventura mondiale del 2010 finisce ancora ai quarti per mano della Germania. Stessa sorte nella Copa America giocata in casa nel 2011, ko ai rigori contro l’Uruguay.

Quindi, si arriva agli ultimi tre anni. Il Mondiale del 2014 con l’Albiceleste che torna finalmente a giocare una finale di Coppa del Mondo, ma sul più bello crolla ancora sotto i colpi della Germania. Quindi la finale di un anno fa nella Copa America in Cile, persa proprio contro la Roja ai rigori. Ora una nuova finale di Copa America, sperando sia la volta buona.

E lo spera anche Leo Messi. Lui che vanta ben 5 Palloni d’oro e che col Barcellona ha vinto tutto: 4 Champions League, 3 Mondiali per Club, 3 Supercoppe Europee, 8 campionati spagnoli, 4 Coppe di Spagna e 8 Supercoppe di Spagna. Lui che spesso è accostato al grande Diego Armando Maradona, ma a cui per essere davvero al pari manca trionfare con la nazionale di quel popolo che lo idolatra quasi come Dieguito. In bacheca ci sono un Mondiale under 20 e un oro olimpico, ma quella è un’altra cosa. La realtà è che l’affermazione con l’Albiceleste manca e che l’età inizia ad avanzare. La Copa America del Centenario non sarà il Mondiale ma sarebbe il primo grande passo verso il decisivo avvicinamento al Diez per eccellenza.

Storie diverse, destini comuni. Per questo Argentina e Messi non possono più sbagliare.

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