Calcio, andare in Cina: una scelta di “cuore”

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui

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Calcio, andare in Cina: una scelta di “cuore” – il brasiliano Hulk è l’ultimo calciatore che ha scelto di andare a giocare in Cina, trasferendosi dallo Zenit San Pietroburgo allo Shanghai SIPG, quarta squadra della massima serie cinese…

Una scelta di vero cuore per il brasiliano, che andrà a guadagnare la bellezza di 20 milioni di euro netti all’anno. La squadra russa invece guadagnerà circa 55 milioni.

La Cina ormai è diventata una terra di espansione a livello calcistico e per entrare nel cerchio dei campionati importanti, ha bisogno di investire ingenti quantità di denaro, per portare tifosi allo stadio, vendere magliette ecc ecc…

Hulk infatti è solo l’ultimo ad aver accettato queste proposte folli: prima di lui avevano fatto la scelta di cuore anche:

Fredy Guarin, 
passato dall’Inter allo Shanghai Shenhua per 18 milioni di euro, con ingaggio di oltre 8 milioni;

Alex Teixeira e Ramires, arrivati allo Jiangsu Suning rispettivamente da Shakhtar Donetsk e Chelsea: 50 milioni di euro per il primo, con ingaggio di  12 milioni. 28 Milioni al Chelsea e 13 milioni al secondo.

Jackson Martinez: uno dei più forti calciatori europei sceglie la Cina a gennaio, con il Guangzhou Evergrande, che paga 50 milioni all’Atletico Madrid e ne dà 12,5 al colombiano.

Ezequiel Lavezzi: dal Psg all’Hebei China Fortune per 6 milioni di euro. A lui ben di 15 milioni di euro a stagione.
Nella stessa squadra è finito anche Gervinho, passato dalla Roma alla squadra cinese per 18 milioni e con 8 milioni di ingaggio.
A lui è andata “peggio” degli altri…

A questi si aggiungono altri calciatori meno blasonati, che hanno ricevuto dalla Cina offerte irrinunciabili, che non valgono sicuramente il loro talento: Yakubu, Barrios, Asamoah Gyan e Vagner Love, questi ultimi due che hanno accettato “solo” 17 milioni.

Alcuni di questi giocatori hanno optato per il trasferimento in Cina anche perché sono arrivati ormai a carriera finita, e hanno ritenuto giusto andar via dall’Europa per l’ultimo contratto vero della propria carriera di calciatore (e che contratto…).

Per altri invece la scelta è incomprensibile: si pensi a Alex Teixeira e Jacson Martinez: il primo è una classe 1990 con una carriera in ascesa, pronto per essere lanciato nell’Europa che conta e dal sicuro avvenire; il secondo invece, nel pieno della sua carriera, ha deciso di andar via, dopo solo 6 mesi all’Atletico Madrid, dove, a dire la verità, non aveva brillato.

Purtroppo nel calcio di oggi non c’è più posto per bandiere e per scelte di cuore vere…
A quest’ultima si preferirà sempre la scelta del conto in banca…

Ma in fin dei conti… Noi che avremmo fatto al loro posto?

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