Calcio, Di Matteo: l’intervista sul derby di Roma, Zeman sul Gazza

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

epa04767073 (FILE) Photo dated 10 May 2015 shows Schalke's head coach Roberto Di Matteo before the German Bundesliga soccer match between FC Cologne and FC Schalke 04 in Cologne, Germany. Bundesliga side Schalke have parted company with coach Roberto Di Matteo according to reports on 25 May 2015. EPA/MAJA HITIJ

La Svizzera, l’Italia e l’Inghilterra. Sono queste le tre nazioni che hanno potuto gustarsi da vicino le gesta di Roberto Di Matteo da calciatore e poi da allenatore. Una carriera importante quella del neo allenatore dell’Aston Villa, che per tre anni ha indossato e difeso la maglia dei biancocelesti. Ai microfoni di fourfoutwo.com, Di Matteo si è divertito a riavvolgere il nastro, soffermandosi proprio sull’esperienza laziale. Iniziando, ovviamente, dal memorabile fascino del derby della Capitale: “In questa stagione ho notato che al derby di Roma lo stadio non era pieno, questo mi ha sorpreso un po’. Di solito durante il match l’atmosfera all’Olimpico è incredibile. Quando giocavo era una delle mie partite preferite, perché lo stadio era pieno e entrambe le tifoserie coloravano gli spalti con le proprie bandiere. Fin dal mio primo giorno alla Lazio chiunque mi parlava di derby. Bastava vincere il derby perché andasse tutto bene. La mia è stata un’esperienza superficiale, suppongo, ma comunque meravigliosa. Ho giocato sei derby di Roma e vinto tre volte, pareggiato due e perso uno soltanto”.

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Sul rapporto con Zeman, Di Matteo si è espresso così: “Non è del tutto vero che avessi un pessimo rapporto con Zeman, era solo quello che dicevano i media. C’era un buon feeling. Certe volte discutevamo perché non eravamo d’accordo su alcune cose, ma è normale sia così. Ho sempre rispettato le sue decisioni. Dopo tre felicissimi anni alla Lazio, ho pensato che per la mia carriera fosse meglio cambiare aria. Questa è la vera ragione, non l’allenatore. Dall’altra parte sicuramente il club è stato contento di ricevere un’offerta del genere dal Chelsea”.

Un passaggio, quello al Chelsea, non facile per Di Matteo. Alcuni tifosi biancocelesti, infatti, provarono a bloccare la sua cessione in modo alquanto irruento: “Ci fu un piccolo numero di tifosi che rimase molto deluso dalla mia cessione. Non mi rovinarono la macchina, ma abbiamo avuto un confronto al di fuori del centro sportivo di Formello. Non sono stati esattamente gentili devo dire. Ma quando ho spiegato loro le mie ragioni, tutto si è risolto per il meglio”.

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Immancabile, in conclusione, un ricordo sulle ‘pazzie’ di Gazza: “Il comportamento di Gazza era insolito e divertente per l’ambiente laziale, ma si vedeva che alla lunga ci sarebbero potuti essere dei problemi. Era il classico ragazzo simpatico che faceva un sacco di scherzi: ti poteva capitare di metterti le scarpe e te le ritrovavi piene di schiuma da barba o di dentifricio. O magari dopo l’allenamento tornavi alla macchina e trovavi tutte e quattro le gomme a terra perché lui te le aveva sgonfiate. Era troppo divertente, non ti potevi arrabbiare con uno così. Quando è successo a me, io mi sono messo a ridere anche se ero incazzato. Gazza era un giocatore eccezionale, ha segnato alcuni gol spettacolari. Il suo italiano non era altrettanto eccezionale, però. Io ho provato a parlare un po’ con lui ma aveva un accento troppo forte. E’ il colmo è che non ci riuscivo neanche in inglese, è pazzesco!“.

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