Calcio e condanne: Iran, portiere sospeso per look stravagante

Pubblicato il autore: Armando Suma Segui
Calcio e condanne

A destra, Sosha Makani, sospeso per “condotta inappropriata” (Fonte foto: straitstimes.com)

Che si voglia o no, il calcio finisce spesso per essere coinvolto in questioni che con lo sport hanno davvero poco a che fare. A parte i casi in cui funge da proiettore dell’ascesa economica di certi paesi, come si può evincere dalle molteplici acquisizioni da parte di compagnie cinesi di club europei avvenute negli ultimi anni, oppure quelli in cui si manifesta nella forma di rivendicazioni indipendentistiche, come nel caso del Barcellona e della Catalogna, talvolta si parla anche di calcio e condanne. Come si potrebbe, tra l’altro, non parlarne dopo gli innumerevoli scandali legati al mondo del calcio-scommesse causate da inchieste come quella di Calciopoli, dove è emersa una vera e propria “cupola” del potere con centinaia di indagati ed inquisiti? A volte, però, non è necessario doversi trovare di fronte a situazioni del genere per far scattare manette, processi e sentenze: come riporta elmundo.es, certe volte basta infatti un semplice pantalone giallo sgargiante che ricorda vagamente il personaggio animato SpongeBob.

In Iran un outfit del genere ti causerà sicuramente problemi, proprio come è successo a Sosha Makani, un nuovo protagonista della categoria “calcio e condanne”. Makani, noto portiere del Persepolis, è stato condannato recentemente a sei mesi di sospensione dal Comitato Morale della federazione calcistica iraniana. La causa: l’essersi presentato in pubblico con un look stravagante, che tradotto nel linguaggio amministrativo significa condotta inappropriata. Il sito sportivo arabo varzesh3 ha raccolto le dichiarazioni di un membro del comitato: “Makani è stato sanzionato per l’impatto che la sua apparenza può avere sulla società“. Probabilmente il calciatore farà ricorso in appello, però conoscendo la rigidità dei giudici locali difficilmente questa sentenza non sarà confermata. Anzi, si può dire che al portiere, rappresentante della nazionale maggiore iraniana in tre occasioni, sia andata anche benone. Le condanne in Iran legate all’infrangimento dell’ “ortodossia islamica” sono decisamente severe e tutt’altro che occasionali: basti pensare che pochi giorni fa un gruppo di adolescenti è stato sentenziato a 99 frustate per aver preso parte ad una festa in cui si consumavano bevande alcoliche.

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