Calcio, Torino: l’importanza di avere Sinisa allenatore

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

Db Bergamo 03/04/2016 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Sinisa MIhajlovic

Che Mihajlovic abbia portato una ventata d’aria fresca in casa granata è chiaro, anche se manca ancora il riscontro sul campo. Si percepisce che con il suo arrivo qualche cosa già è cambiato, infatti, le aspettative che i tifosi del Toro ripongono in lui non sono piccole, anzi. Segnali differenti dal passato arrivano anche dagli operatori di mercato e non solo, visto che il Torino cambierà modo di giocare e di conseguenza avrà bisogno di qualche interprete con caratteristiche differenti rispetto a quelli dell’attuale squadra.

Lo stesso Mihajlovic nella conferenza stampa di presentazione ha chiaramente detto che: “Sicuramente servono giocatori in tutti i reparti, difesa, centrocampo e attacco. La società sa che cosa deve cercare e sta lavorando di conseguenza. Ci saranno dei cambiamenti con alcuni giocatori che andranno via e altri che arriveranno”. Fra i segnali diversi anche l’apertura ad approdare al Torino di calciatori che fino allo scorso anno che erano un po’ titubanti. Un esempio su tutti è Valdifiori, che lo scorso anno era stato uno dei principali obiettivi del Too, ma che preferì seguire Sarri al Napoli, anche se poi non ha trovato più di tanto spazio e per questo adesso vorrebbe trovare un altro club e soprattutto un mister che lo faccia giocare di più.

Prima che Mihajlovic diventasse l’allenatore del Torino, Valdifiori era stato nuovamente accostato al club di Ventura, ma ci fu quasi una chiusura da parte dell’entourage del giocatore. Ieri, invece, il suo agente, Mario Giuffredi, intervistato da Radio Kiss Kiss, pur sottolineando che ci sono quattro-cinque società interessate al suo assistito ha detto che: “Sarà il Napoli a scegliere il suo futuro, ma se andrà via è importante che si trovi una squadra che gli dia la possibilità di giocare e poter tornare in corsa per la Nazionale. Il Torino potrebbe essere la scelta giusta”. Forse per il ruolo di trequartista Mihajlovic pensa ad altri giocatori, ma resta il fatto che c’è stata un’apertura, sinonimo che il tecnico serbo è tenuto in considerazione dagli operatori di mercato e dai giocatori.

Un altro giocatore sul quale il Torino può far valere l’appeal di Mihajlovic è Ljajic, anche lui in altre sessioni di mercato accostato al Torino, ma mai giunto in granata. Mihajlovic conosce Ljajic per averlo allenato nella Fiorentina e nella Nazionale serba. Ora, però, margini per una trattativa che può andare a buon fine e anche in tempi brevi ce ne sono: il giocatore ha bisogno di rilanciarsi dopo l’esperienza all’Inter, non così felice, e la Roma, che è proprietaria del suo cartellino, non lo ritiene più facente parte del progetto, il suo contatto scadrà fra un anno e, non ultimo, il club giallorosso ha bisogno di vendere alcuni giocatori per farsi approvare il bilancio dall’Uefa, bilancio che va chiuso il 30 giugno. L’ingaggio percepito da Ljajic è superiore rispetto ai tetti del Torino, più di 2 milioni di euro, ma spalmandolo su più anni, bonus e con un po’ di volontà da parte del giocatore a ridurre le pretese, il suo approdo in granata potrebbe divenire un colpo per tutti, garantisce Mihajlovic.

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