Copa America 2016: l’edizione del centenario vede l’Argentina favorita.

Pubblicato il autore: Marcello Mutalipassi Segui

Copa America 2016

Al via la Copa America 2016. L’edizione che festeggia i cento anni dalla sua creazione verrà disputata per la prima volta negli Stati Uniti e vedrà scontrarsi ben 16 squadre, di queste ben 6 fanno parte della Concacaf (la federazione di football per l’america del nord, del centro e caraibi).
L’Argentina parte da favorita, con un tridente d’attacco che fa paura per quanti gol hanno segnato in quest’anno: Messi, Higuain e Aguero sono i tre nomi su cui la nazionale del c.t. Martino farà affidamento.
Il Brasile invece scenderà in campo senza Neymar, escluso dalla rosa della Copa America per farlo riposare in occasione dell’olimpiade casalinga.

Copa America 2016, Argentina favorita

Sulla carta sembra che ci siano pochi avversari degni dell’Argentina. Il Cile, campione in carica, non è più allenato da Sampaoli e non ha la carica aggiuntiva di un pubblico casalingo. Anche la Colombia è lo spettro della nazionale di qualche anno fa: il leader James Rodriguez è relegato a fare la riserva nel Real Madrid e ha calcato poco il campo quest’anno; il tecnico Pekerman ha cambiato il reparto d’attacco e dei protagonisti del mondiale brasiliano del 2014 (dove la Colombia è giunta fino ai quarti di finale) ha confermato solo l’attaccante del Milan, Bacca.
L’Uruguay potrebbe invece tentare il colpaccio: Tabarez è ancora alla guida della Celeste e ha richiamato a sé gli stessi uomini del mondiale (a parte i grandi vecchi Forlan, Lugano e Gargano). Unica tegola dell’Uruguay è l’infortunio subito da Luis Suarez in finale di Coppa del Re che potrebbe costringerlo a non prendere parte a questa edizione della Copa America. Ma anche senza il bomber più rappresentativo la Celeste è in testa al girone di qualificazioni per il mondiale di Russia 2018, sconfiggendo largamente già Cile e Colombia.

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Copa America 2016, sei nazionali non sudamericane

Tante altre novità in questa edizione che festeggia il centenario dalla nascita del Conmebol (Federazione calcistica del Sud America): la prima è l’ampliamento a 16 squadre e quindi l’apertura a più nazionali del centro e nord america. Ben 6 squadre fanno parte del Concacaf: la nazione ospitante, ovvero gli Stati Uniti, il Messico, Costarica, Giamaica e le due debuttanti, Haiti e Panama. Haiti è stato ammesso alla Copa dopo lo spareggio vinto con Trinidad e Tobago, mentre Panama viene dal successo sulla nazionale di Cuba.
Delle sei ‘straniere’, forse solo il Messico ha una minima possibilità di poter lottare per il titolo: il ct Osorio ha portato con sé tutti i big che poteva avere a disposizione, come il Chicharito Hernandez, Oribe Peralta (oro olimpico a Londra 2012) e Rafa Marquez (ex-protagonista del nostro campionato con l’Hellas Verona). Il Messico è stata l’unica nazionale non sudamericana a riuscire ad approdare alla finale di Copa America, successo ottenuto nelle edizioni 1993 e 2001, e anche quest’anno tenterà di ripetere l’impresa.
E poi ci sono i padroni di casa, la nazionale statunitense è allenata da Klinsmann ed negli ultimi anni ha alternato risultati pessimi ed ottimi: nel girone per le qualificazioni a Russia 2018, ha perso contro il Guatemala per poi ribaltare il risultato in casa con un secco 4-0. Il tecnico si affiderà ad una vecchia guardia di giocatori (come Dempsey e Bradley) a cui affiancherà quanti più giovani talenti ha a disposizione.

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Per concludere, sembra che sia il momento ideale per una vittoria dell’Albiceleste. Lo stesso Mascherano ha detto “sarebbe un peccato se la nostra generazione non vincesse nulla”. Già, è strano che la nazionale guidata dal pluripremiato pallone d’oro Leo Messi non abbia ancora raggiunto traguardi importanti.

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