Coppa America, Klinsmann: “L’Argentina non è imbattibile”

Pubblicato il autore: Gabriele Lepri Segui

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Poche ore separano la gara di Coppa America tra Stati Uniti ed Argentina, valida per la semifinale. Il mister degli USA Klinsmann ha analizzato la gara di Coppa America che andrà ad affrontare la sua nazionale. L’ex giocatore della Sampdoria si è così espresso, come riportato da Gazzetta.it,  sulla forte Argentina: “Tutto è possibile. L’Argentina è strafavorita, dite voi? E chi si aspettava che Brasile e Uruguay fossero eliminate già alla fase a gironi? E poi i media, esagerati, dicevano anche che il nostro debutto con i Cafeteros era stato disastroso, che non potevamo andare lontani. E invece….Siamo affamati”. La Coppa America ha visto gli Stati Uniti in grande spolvero, Klinsmann vuole vincere qualcosa di importante ed indica la strada:”Non ci accontentiamo di essere qui. Vogliamo la finale di fronte a 70.000 spettatori la cui grande maggioranza tiferà per noi“. Il pericolo numero uno per la semifinale di Coppa America di questa sera si chiamerà Messi. Riguardo al campione argentino l’allenatore tedesco non è per nulla preoccupato: “Ripeto: tutto è possibile. Nelle qualificazioni mondiali sudamericane l’Argentina ha perso, non è imbattibile. Poi Messi, come Maradona, contro cui ho giocato, è il migliore del suo tempo. Ma ci sono modi per fermare anche campioni così. E no che non significa che metterò 10 giocatori davanti all’area di rigore, non giochiamo mai così. Dovremo avere coraggio e non giocare per i rigori. Vogliamo provare che chi non crede in noi si sbaglia, i miei giocatori sanno che è il loro momento, vogliono provare di meritare questo palcoscenico. E poi ci davano tutti per spacciati anche al Mondiale del 2014 contro il Portogallo e invece non fu così. Se ci accontentiamo, allora si che subiamo una lezione. Invece dovremo aggredire la partita. Io ho giocato spesso contro Maradona. Nel 1989 in finale di Coppa Uefa, a Stoccarda i nostri tifosi invece di incitare noi rimasero ipnotizzati a guardare Diego che faceva magie, nel riscaldamento. Questi campioni sono così, trasversali, ma giocare contro di lui è un’altra grande occasione per continuare a crescere, come programma calcistico”. Coppa America, Stati Uniti Argentina, non ha parlato soltanto Klinsmann ma anche il suo giocatore Dempsey: “Io sono texano di Nochogdoches, giocare in casa mi carica persino di più. Ma non abbiamo bisogno di extra motivazioni”. Neanche quella di essere gli unanimi “underdog”, gli sfavoriti cronici? – la buttiamo li, fastidiosi…-. “Se non sei motivato per giocare una semifinale di un grande torneo come la Coppa America, per di più davanti alla tua gente, allora non devi neanche scendere in campo”. In vista di questa decisiva partita anche il ct argentino Martino ha analizzato la gara: “Giocare di sera non sarà un problema anche dopo le partite pomeridiane della prima fase….Come marcheranno Messi, se mi aspetto trattamenti speciali per lui? Ovvio che i nostri avversari provano a neutralizzare il miglior giocatore del mondo, sai che novità. Vogliamo essere vincenti. Duttili. Non pressare troppo alto, non fare troppo possesso palla, ma comandare il gioco. Che poi comunque conta essere pericolosi sotto porta. Siamo più costanti rispetto a 12 mesi fa, alla passata Coppa America. E abbiamo tante alternative, come uomini e modo di giocare”.

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