Euro 2016: England Leave, Italy Remain!

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

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England Leave, Italy Remain! Potrebbe esser questo lo slogan del “day after”  dopo l’ultima giornata di Ottavi di finali targati Euro 2016.

Se l’Italia sorprende per atteggiamento propositivo e capacità di palleggio (oltre che per la nota saggezza tattica), l’Inghilterra stupisce per pochezza di schemi e sterilità offensiva.

Italia v. Spagna 2-0

( 33’ Chiellini, 91’Pellè)

Gli azzurri dominano il match del Saint Denis sin dalle prime – bagnatissime- battute. DeGea sembra in una di quelle giornate in cui è capace di toglierti la palla dal sette salvo poi subire gol in maniera anticlericale. Al primo spunto italico, il portiere risponde alla grande sulla zuccatona di Pellè  deviando in corner con la manona sinistra aperta. Bella parata.

Peccato per gli iberici che una manciata di minuti dopo, replichi così goffamente alla rasoiata di Eder (potente certo, ma tutta altro che ingestibile) da consentire prima a Giaccherini, poi a Chiellini di avventarsi sul pallone regalando alla penisola il giusto vantaggio. La squadra di Conte è in palla, quella di Del Bosque in banana. Giaccherini vuole “matar” il toro già sul finire di tempo, ma il suo destro a giro è ben deviato dal “DeGea formato sicurezza”.

Nella ripresa le furie rosse (oggi vestite con un inguardabile completo bianco macchiato di giallo-rosso), tentano una reazione d’orgoglio senza però riuscire ad impensierire la nostra rocciosa retroguardia. Al 56’ Eder si divora la più clamorosa delle palle-gol (dopo una gran sponda di Grazianone Pellè) lasciando aperta la porta della rimonta ispanica. I campioni d’Europa in carica tornano a crederci, ma sulla volee ravvicinata di Piquè, Buffon sfoggia un intervento senza tempo, obbligando i sudditi di Filippo VI a restare in svantaggio.

Il match prosegue, fra cambi mirati e cambi disperati. Motta sostituisce un infortunato De Rossi mentre il Signor Carik più che arbitrare crea confusione. Ci si trascina fino al 91’, quando il solito Pellè infila la Banderilla mortale nel collo dell’impacciata corazzata Castigliana.

Fine dei giochi. L’Italia batte la Spagna per 2 a 0, guadagnandosi un quarto di finale da urlo contro la Germania.

Islanda v. Inghilterra 2-1

(4’ Rooney; 6 R. Sigurdsson, 18’ Sightorsson)

“ The worst defeat in our history. England beaten by a country with more volcanoes than professional footballers. Well played Iceland”. Basterebbe il “tweet” del solito Gary Lineker per commentare l’incredibile “Waterloo” Britannica in quel di Nizza.

Alla fine la spunta l’Islanda, nonostante l’iniziale vantaggio siglato dal penalty del capitano Way Rooney ( fallo in uscita di Halldorsson su Sterling). Un’utopistica sensazione durata poco meno di una manciata di minuti,  anzi per la precisione appena due, quando la volee di Ragnar Sgurdsson sulla deviazione aerea di Kari Arnasson ha riportato il match in parità.

Ci si attendeva la contro replica inglese, ma esclusa una bella fucilata di Alli (alta di un pelo) è l’Islanda a centrare la via del gol grazie ad un rasoterra di Sightorsson che sorprende l’incerto Hart.

A questo punto mancherebbe oltre un’ ora al termine del match, ma questa Inghilterra, umiliata e ferita non trova la forza di organizzare un assedio degno di nota. Il tempo scorre e gli uomini di giacchio resistono alle confuse offensive anglosassoni portandosi a casa l’intero malloppo. Il resto si sa: le dimensioni di Roy Hodgson coincidono con un nuovo capitolo della storia del calcio vichingo. Attenzione però, non chiamatela sorpresa: questi a pallone ci sanno giocare; la Francia è avvisata!

Andrea Nervuti

 

 

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