Euro 2016, gli strani casi Blaszczykowski e Shaqiri: star agli europei e rimpianti in Serie A

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui
 xherdan_shaqiri_foto_pezzo_getty

Xherdan Shaqiri e Jakub Błaszczykowski. Sono loro due i principali protagonisti dell’ottavo di finale fra Svizzera e Polonia e in generale delle loro nazionali in questo Euro 2016. Due calciatori che avrebbero potuto dire la loro anche in Serie A, avendo calcato (poco, in verità) i nostri campi. I rimpianti maggiori sono sullo svizzero, arrivato in pompa magna nell’estate 2015 all’Inter che lo aveva strappato alla concorrenza di Liverpool e Stoke City. Il funambolo era chiuso da troppo tempo in un Bayern Monaco che lo aveva designato per prendere il testimone di gente del calibro di Robben e Ribery ma nel quale non è riuscito ad emergere troppo. E se i bavaresi gli avevano dato due anni e mezzo di tempo a Milano la pazienza è durata a malapena sei mesi: solo 20 partite e 3 gol in nerazzurro. Numeri che hanno convinto la dirigenza a cederlo immediatamente, tra lo sgomento dello stesso svizzero: “Non mi hanno detto nulla” ha dichiarato lo stesso Shaqiri qualche mese dopo. La rete capolavoro in sforbiciata contro la Polonia non è bastata alla Svizzera per accedere ai quarti di finale, ma lo incoronerà (a meno di ulteriori capolavori balistici) certo come autore del gol più bello di Euro 2016 e candidato al premio Puskas. E a Stoke-on-Trent non ci pensano proprio a mandarlo via…

Diverso invece il discorso relativo a Kuba Błaszczykowski: arrivato alla Fiorentina nelle ultime ore dello scorso mercato estivo, ha giocato poco sia per i ripetuti problemi fisici che per un rendimento non sempre all’altezza delle aspettative, al punto da portare la dirigenza a correre ai ripari a gennaio. La seconda parte di stagione, complice l’esplosione del giovane Federico Bernardeschi, ha fatto capire come le possibilità che il giocatore di proprietà del Borussia Dortmund potesse essere riscattato dai viola fossero remote. Eppure in questo Europeo stiamo assistendo a un altro “Kuba”: in gol sia con l’Ucraina che con la Svizzera e freddo quando è stato necessario andare ai calci di rigore, l’esterno ha dimostrato di meritare di stare nel calcio dei grandi. Se a Dortmund potevano aver paura di un giocatore svalutato ora si possono sfregare le mani. I rimpianti restano a Firenze.

  •   
  •  
  •  
  •