Euro 2016, l’Islanda conquista tutti

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

islanda

Oggi è un giorno decisivo per tutti i tifosi italiani: alle 18 gli azzurri di Conte affronteranno la Spagna, in un match decisivo ed agguerrito. Ma a chiudere questa fase, alle 21, sarà la partita Inghilterra – Islanda. Nonostante i pronostici, in molti sperano nella vittoria, a sorpresa, degli islandesi che stanno firmando una pagina sportiva davvero senza precedenti. L’Islanda è una nazionale che ha imparato a giocare bene e vanta alcune eccellenze come Sigurdsson, che gioca in Premier League con lo Swansea.
Una terra inospitale per il calcio, con una popolazione di appena trecentomila abitanti, ha dato avvio ad una favola incantevole, grazie ad un lungimirante progetto, finanziato dallo Stato, che utilizza lo sport come strumento culturale per combattere i problemi dei ragazzi, dall’alcolismo al bullismo. E’anche in questo modo che si costruisce la speranza di poter crescere una generazione migliore. Per consentire di praticare questa disciplina anche nella lunga notte nordica, sono stati costruiti sei campi regolamentari indoor, aperti a tutti. Ed in ogni scuola vi è un campo sportivo destinato agli alunni.  Un programma di aggiornamento per allenatori, aperto a tutti  e che permette di seguire corsi di alta formazione a basso costo, ha  creato anche nuove opportunità lavorative. Eppure giocare a calcio in Islanda non è un gioco: per buona parte dell’anno le temperature sono sotto lo zero, e nelle stagioni più fredde le ore di luce, durante il giorno, sono davvero poche. Infatti, nella  “Terra dei ghiacci”, il campionato dura solo cinque mesi, perché nel resto dell’anno  le temperature  risultano proibitive. La superficie del Paese è di appena 100 chilometri quadrati, di cui più del 10% ricoperti da ghiacci perenni. Eppure, quest’isola sta offrendo a tutti noi una lezione (di vita) strepitosa.
Temprati dal freddo dei ghiacci e dai sani valori di una volta: ecco la formula del successo di campioni come  Sigurdsson, Sightorsson, Bjarnason ( che ha militato nella Sampdoria prima di approdare al Basilea), talenti lontani anni luce da quello show business che ha rovinato tantissimi campioni nostrani.
In Islanda si gioca il calcio più autentico e genuino, quello che ha il sapore nostalgico del tempo che fu…
Il merito  è anche di Eidur Gudjohnsen, il più forte calciatore islandese di sempre, che ha indossato con grinta le maglie del Chelsea e del Barcellona, vero punto di riferimento per tanti ragazzini in Islanda. Per decenni, il movimento calcistico islandese è rimasto ai margini, adesso sembra essere una realtà irrefrenabile…
Vincerà Davide o Golia?  Cenerentola andrà al ballo? Intanto, un altro inquietante interrogativo, tra il serio ed il faceto, circola in rete: la disperazione per la “Brexit” potrebbe avere un ruolo decisivo sulle sorti (e sul morale) dell’Inghilterra calcistica agli Europei 2016?
Staremo a vedere l’epilogo di questa storia, che resterà comunque memorabile e ricca di insegnamenti.
Di sicuro non dimenticheremo il telecronista islandese diventato un idolo del web per la sua “contenuta esultanza”, davvero “british” al gol del 2-1 di Traustason contro l’Austria. E non dimenticheremo neppure la gioia moderata del tifoso islandese travestito da  “Re della Notte”, tributo a quel geniaccio di George R. Martin, autore  della saga “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” (manco a dirlo…), quel “Game of Thrones”  passato alla storia come il più bel telefilm di sempre  e che ricorda  a tutti noi che la notte (nordica?) è oscura e piena di terrori…

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