Euro2016, Chiellini risponde a Ibra: “Amo Ibra anche per la sua simpatia”

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

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Chiellini risponde a Ibra. Giorgio Chiellini è parte fondamentale di quel blocco Juve cosi tanto osannato dalla stampa e dai media internazionali. Che se ne parli con termini entusiastici o che si cerchi di sminuirne la reali capacità, il reparto difensivo italiano (e soprattutto quei quattro nomi) è il vero metro di giudizio di questa Italia. Un solo reparto che fa davvero la differenza e che riesce a spostare gli equilibri in campo. Di solito siamo abituati a vedere le giocate degli attaccanti decidere le partite e le vittorie finali, ma questa Italia mostra di essere controcorrente: catenaccio all’italiana o qualcosa di nuovo? In fondo, un po’ l’uno e un po’ l’altro ma nessuno può impartirci lezioni di calcio: il catenaccio è l’unico modo di pensare al calcio che ha resistito ai decenni, che si è attuato con ingredienti diversi a seconda del contesto e dei tempi, l’eredità italiana al calcio internazionale. Buffon, Chiellini, Bonucci e Barzagli sono davvero l’orgoglio italiano, calcisticamente parlando: negli ultimi anni (dopo la vittoria ai Mondiali di Germania del 2006) nessun altro reparto ha saputo spostare gli equilibri di una gara come quello arretrato.

Chiellini risponde a Ibra. Tra i quattro nomi, Chiellini è quello che in questi giorni sta facendo il giro del mondo. Non tanto per fatti che lo riguardano direttamente (se non per la prestazione del reparto difensivo italiano), ma perché tirato in ballo ora da un teatrante e ora da un clown. Giorgio ha annullato la fame di “Io, Io, Io” di Zlatan Ibrahimovic che aveva detto a fine gara: “Se ce le siamo date? No, altrimenti sarebbe finito in ospedale”, alla faccia del Chiello “animale”. L’azzurro non scende a patti con la dignità, accetta lo scherzo e lascia al suo profilo Facebook la risposta: “Ho sempre amato Zlatan. Anche per la sua simpatia. Nel calcio ci vuole un po’ di ironia”. Qualche giorno fa era stato lo svedese Ekdal a tirare in ballo il difensore, “in campo Chiellini si trasforma, diventa un maiale”, e Giorgio non ha perso tempo inutile spegnendo subito la fiaccola della polemica: “Mi ha detto che le sue parole sono state fraintese: mi sembrava strano che avesse detto parole del genere, a Torino l’ho trattato come un fratellino. Alla fine si è scusato con me e questo gli servirà d’esperienza: d’ora in poi starà attento nel dosare le parole, non ci cascherà più”. Dietro il solito gioco delle dichiarazioni (di cui tutti gli uomini e le donne del calcio ne sono affetti), c’è l’uomo e le sue tante sfaccettature: il professionista che lavora a testa bassa, il ragazzo che ride e risponde con una risata, il giocatore che vuole vincere e non si arrende mai. In fondo, lo ha confermato Conte, forse non ci saranno tutti questi talenti tra gli azzurri ma preferiamo vedere uomini veri dentro e fuori dal campo.

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