Euro2016, Conte e la maglia: “Segno d’identità”

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

EURO 2016: Antonio Conte


Conte e la maglia, una dichiarazione di intenti più che una frase di circostanza. Conte e l’azzurro, due colori opposti: il primo focoso e irruento mentre il secondo distensivo e pacifico. Conte e la maglia azzurra, binomio imprescindibile tra il commissario tecnico della Nazionale e l’indumento principe di questo strano sport: “Gli azzurri sono i giocatori della nazionale e tutti coloro che partita dopo partita la sostengono, allo stadio come a casa”. Il nostro ct per l’ennesima volta chiama a radunata tutti gli azzurri del globo, nella speranza che tutti indosseremo la maglia: “Vorrei che ci sentissimo uniti nell’indossare un colore che da sempre rappresenta un forte segno d’identità”. Sinceramente, era quasi imbarazzante vedere gli svedesi costruire un muro giallo mentre noi italiani sporadicamente ricoprire d’azzurro lo stadio. E lo stesso succede nello Stivale del Mediterraneo: poche bandiere, poche maglie, poco azzurro. Eppure siamo sempre stati considerati dei folli per il peso dato a questo sport: “Il calore e l’entusiasmo dei tifosi rappresentano uno dei fattori fondamentali per la carica e la motivazione della squadra”.

Conte e la maglia. A due partite dall’inizio della kermesse e il passaggio del girone, il ct sa bene che ora le motivazioni conteranno più di ogni altra cosa, e si affida ai tifosi per incendiare il terreno sul quale gli azzurri giocheranno il loro Europeo di Francia: “Tutti uniti! Forza azzurri!”, il finale del messaggio che Antonio Conte ha postato sul suo profilo ufficiale del social network Instagram. Tante le risposte dei tifosi, che vanno da un “Grande mister” a post ironici sul colore della maglia, fino a veri e propri consigli tecnici su giocatori e modulo. Insomma, Antonio Conte sembra aver smosso le acque della tifoseria azzurra, nell’intento di guidare la transumanza dei tifosi verso lo Stade Pierre Mauroy (dove gli azzurri giocheranno contro l’Irlanda) e colorare di azzurro l’impianto. Certo che una cosa possiamo farla anche noi qui in Italia, munendoci di un fazzoletto, una maglia, una calza, una bandiera e sfoggiare con dignità quel colore, quel tricolore. Dove possiamo arrivare? Ci chiediamo tutti in coro. Sembra che chiunque di noi non si sia posto nessun obiettivo, tantomeno Conte o gli azzurri, “arriviamo dove possiamo arrivare senza rimpianti”. L’obiettivo non è un numero o un piazzamento, ma una fede, uno stile di vita: “L’obiettivo è quello di impegnarci al massimo e provare a fare felici i tifosi italiani”. Se traslassimo questo epiteto nella vita di tutti i giorni, sarebbe un bellissimo consiglio da seguire.

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