Euro2016, Italia parla De Rossi: “Abbiamo la migliore difesa del mondo. Vogliamo chiudere il girone con 9 punti”

Pubblicato il autore: Rocco Menechella Segui
daniele de rossi italiaEuro2016, Italia parla De Rossi. Romano e romanista, capitan futuro Daniele De Rossi si sta rivelando uno dei pilastri della Nazionale azzurra agli Europei. Tra i pilastri degli azzurri di Conte a questi Europei c’è senza dubbio il centrocampista giallorosso. Piazzato davanti alla difesa, il centrocampista della Roma sta guidando i compagni nel reparto nevralgico facendosi preferire al discusso Thiago Motta  Dal ritiro di Montpellier, ecco le sue parole in conferenza stampa: “Sbagliatissimo dire che con l’Irlanda sarà inutile, è molto importante sotto tutti i punti di vista. Per questo non pensiamo a chi incontreremo agli ottavi, butteremo un occhio ma ci concentreremo sul match di mercoledì”. “E’ importante chiudere a 9 punti il girone, per chi non giocherà che deve sentirsi partecipe e abbia soddisfazioni in prima persona – ha proseguito De Rossi – Siamo calciatori, siamo sempre un po’ egoisti e speriamo che siano protagonisti mercoledì”. Gli azzurri hanno sovvertito più d’un pronostico: “Bisogna avere il giusto equilibrio nel giudicare bene o male una squadra. Non abbiamo quelle individualità che rubano gli occhi, come Hazard o Ibrahimovic, che sono stelle. Abbiamo altre qualità che altre Nazionali più blasonate non hanno, come una grossa compattezza e un gruppo che si è creato emotivamente e come ricambi. In molte hanno grandi giocatori ma il divario con chi subentra è ampio, qui invece no. Non è negativo non avere le luci puntate su di noi, ora però speriamo di avere un po’ di attenzione da parte delle altre”.

Conte è una delle armi in più di questa Nazionale: “Conte significa equilibrio, organizzazione e ciò in campo pesa più di un calciatore bravo tecnicamente. E’ un vantaggio rispetto agli altri ct, è presente e non possiamo sentire la nostalgia del fatto che andrà via. Lo sapevamo da prima degli Europei, se fosse rimasto tanti anni in Nazionale mi avrebbe sorpreso perchè è un animale da campo”. Daniele De Rossi sfodera poi tutta la sua umiltà: “Sono un giocatore che ha fatto la sua carriera, le stelle sono altre. Anche il palmares parla, di un goal mio o di Eder se ne parla ogni tanto rispetto ad una prodezza di Messi o Cristiano Ronaldo”. L’Italia è apparsa in palla sopratuttto atleticamente: “Nel mini-ritiro di Coverciano si sentiva stanchezza che poi avremmo smaltito pian piano, i frutti si stanno raccogliendo ora. Nei secondi tempi abbiamo sempre corso molto, c’è aggressività. Con la Svezia faceva caldo ma negli ultimi 20′ abbiamo mantenuto un livello di resistenza alto. I miei cambi? Decisioni del mister, non l’ho mai chiesto io. Mi sento bene fisicamente, ma capisco che in panchina ci sono grandi giocatori pronti a dare il loro contributo. Rispettiamo le scelte”. Il numero 16 si leva un sassolino nei confronti della stampa: “Io quest’anno alla Roma ero infortunato, il fatto di essere fuori dalle idee di un allenatore (Spalletti, ndr) era legato al mio stiramento. Il cambio di giudizio è dovuto ai risultati positivi e a buone prestazioni, io nel club ho giocato sui miei standard e ho saltato alcune gare per guai fisici. A Roma si usa dire che quando si vince senza di me qualcuno pensa “è fatta, ce lo siamo tolti da mezzo”… In azzurro vengo valutato in base a prestazioni entusiasmanti, ma in giallorosso ne ho fatte anche di migliori”. Tornando al match di mercoledì, il centrocampista evidenzia: “Che l’Irlanda avrà motivazioni e noi meno può essere un problema, loro danno tutto. ricordo nel 2012 come contro di noi diedero tutto nonostante non avessero velleità, deve farci capire che daranno ancor di più. Non dovremo farci trovare impreparati, non ci aspettiamo regali. All’esordio hanno fatto bene, col Belgio pure finchè non hanno preso goal. Sono fisici e hanno un attaccante veloce, ci daranno fastidio”. La difesa azzurra è una garanzia: “Loro, unitamente a Buffon, penso siano la miglior difesa del mondo. Sono omogenei e complementari, contagiati da una mentalità trascinante, sono tra i più carismatici. Io faccio il mediano, non sono nè Pirlo nè Iniesta anche se mi marcano per 90′ come se fossi uno di loro… Cerco di far arrivare meno palloni possibili ad un reparto che saprebbe cavarsela anche da solo”.

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