Euro2016, le ultime su Italia Spagna: si ferma Candreva

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

Lazio-Candreva


Si ferma Candreva. Oggi, sabato 25 giugno 2016, cominciano le sfide degli ottavi di finale di questo Europeo e lunedì 27, alle ore 18:00 allo Stade de France di Saint-Denis, a poca distanza da Parigi toccherà agli azzurri affrontare la Spagna agli ottavi. Ancora tu, verrebbe da dire, la “bestia nera” , come l’ha definita il difensore azzurro della Juventus Giorgio Chiellini, che ci ha eliminati nel 2008 ai quarti e 4 anni fa in finale. Non li battiamo dal 2011. Le sfide con la Roja sono sempre state tese e altamente instabili, e lo scontro tra le due nazionali ci vede sfavorite. Risale al 25 marzo scorso l’ultima sfida contro gli spagnoli, la gara amichevole: in quella circostanza l’Italia mise in crisi la Spagna, costruendo tante occasioni da gol ma raccogliendo solo un pari nella gara di Udine, dove gli azzurri vennero salutati con grandi applausi dal Friuli. Un pareggio, vantaggio azzurro con Insigne nella ripresa, pareggio di Aduriz viziato da un fuorigioco che non brucia, in fondo si trattava di un’amichevole. Ma questa volta si fa sul serio, c’è in ballo molto di più rispetto a marzo.

Si ferma Candreva e questo è un fatto da non sottovalutare. Dopo l’ottimismo filtrato nelle ultime ore, questa mattina è arrivata la doccia fredda: si ferma Candreva, non ha smaltito il problema muscolare all’adduttore destro. All’ora di pranzo la Figc ha ufficializzato la notizia con un tweet: “Candreva indisponibile per Italia Spagna”. Per sostituirlo, ci sono varie ipotesi. Florenzi la prima alternativa, giocatore di gamba che sa attuare le due situazioni difesa attacco. Darmian o De Sciglio che garantiscono invece maggiore equilibrio tattico, cosa alla quale il commissario tecnico Antonio Conte tiene molto. Infine, El Shaarawy per alzare l’asticella tecnica e qualitativa del reparto offensivo. L’avversario lo conosciamo bene, di grande spessore internazionale. Più che una questione di uomini, sappiamo quanto siano intercambiabili gli azzurri e il sacrificio che ci mettono, è una questione di gioco, di continuità, di ritmo. Gioco: non possiamo fare gioco ma centrare il momento. Continuità: una cosa possiamo farla, correre a perdifiato chiudendo linee di passaggio e rendendo l’azione spagnola spezzettata e quindi sterile. Ritmo: possiamo farli male, le tanto chiacchierate variazioni di ritmo contiane sono l’arma azzurra per affossare la Roja.

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