Europei 2016: più che barbari e Barberini, hooligans

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

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Gli Europei di calcio hanno portato alla ribalta un fenomeno tristemente noto.
Stiamo parlando dei terribili hooligans e delle loro azioni da guerriglia urbana. Dopo barbari e Barberini, il mondo deve confrontarsi con questo nuovo flagello. Ma come e dove nasce questo fenomeno?
La parola hooligan deriva dal termine Hooley’s gang che indicava, a cavallo fra Ottocento e Novecento, una banda di giovani teppisti di origine irlandese che agiva nell’ East End londinese. Risse, disordini, oscenità, invasioni di campo, insulti a giocatori ed arbitri durante le partite di football:  queste bande  esprimevano così il proprio disagio. Il loro slogan era: “Holding the end”.
Dal football al calcio, il passo è breve…
E’ nell’Inghilterra psichedelica degli anni Sessanta e dei Beatles, vero ombelico del mondo, che il fenomeno si accentua.  “Blood, sweat and beer” diventa il motto ossessivo, quasi un macabro inno, degli hooligans che passavano il loro tempo tra scontri allo stadio, bevute colossali di birra nei pub e raid violenti, spesso ai danni di negozi di proprietà di stranieri in nome della xenofobia.
Il primo morto accertato in conseguenza del fenomeno hooligan è datato 1974, quando un tifoso del Bolton venne accoltellato mortalmente.
Sempre nel 1974, durante il match di coppa Uefa tra  Feyenoord e Tottenham, i tifosi inglesi misero a ferro e fuoco la città olandese cogliendo impreparati la popolazione e le forze dell’ordine locali.  Nel 1977 vennero introdotte, per la prima volta, le telecamere a circuito chiuso, prassi che divenne poi obbligatoria nei successivi anni Ottanta sotto il governo di Margaret Thatcher. Le misure restrittive adottate non frenarono, tuttavia, la violenza.
Sono proprio gli anni Ottanta  a registrare il bilancio più grave.  I primi disordini si verificarono agli Europei del 1980 a Torino, a seguito di Inghilterra – Belgio  quando gruppi di facinorosi inglesi ed italiani vennero allo scontro. Nel 1982, ai Mondiali di Spagna, con la guerra delle Falkland appena terminata, i tifosi inglesi si scontrarono con quelli spagnoli, colpevoli di aver sostenuto l’Argentina nel conflitto bellico. Negli anni successivi, ogni volta che si muoveva un club inglese, il mondo tremava…
Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, morirono 39 persone. La partita è la finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. I tifosi juventini impauriti e colti di sorpresa dall’azione violenta di parte della tifoseria inglese, nella totale assenza delle forze dell’ordine belghe,  si ammassarono contro il muro opposto alla curva dei sostenitori del Liverpool. Alcuni, disperati, si lanciarono dall’alto nel vuoto, altri cercarono di scavalcare ed entrare nel settore adiacente. Il muro su cui erano ammassati i bianconeri crollò per il troppo peso, moltissime persone vennero travolte, schiacciate e calpestate nella tragica corsa verso una via d’uscita. Fu una tragedia…
Nei giorni successivi, l’Uefa escluse le squadre inglesi a tempo indeterminato dalle Coppe europee. Il provvedimento venne applicato fino al 1990.
Nel frattempo, come un morbo, il fenomeno dagli hooligans si era diffuso in tutto il mondo…
Oggi,  come allora, nulla purtroppo sembra essere cambiato.
L’inizio di Euro 2016 è  stato un successo di pubblico, con un’unica nota negativa: la presenza massiccia di questi nuovi barbari.
Peccato, perché in una competizione già pesantemente condizionata dalle misure straordinarie di sicurezza contro il rischio attentati, un pò di buon senso (e non solo civico) ed un pizzico di intelligenza avrebbero fatto davvero la differenza…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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