FIFA, è bufera sul maxi stipendio di Infantino: “Due milioni all’anno? Tutto falso!”

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

infantino

Tempi duri in casa FIFA. Dopo che la scorsa settimana la magistratura svizzera ha compiuto l’ennesimo blitz nella sede di Zurigo, con il relativo sequestro di diversi documenti che rischiano di inchiodare l’ex presidente Joseph Blatter e due dei suoi più stretti collaboratori, Jerome Valcke e Markus Kattner, con l’accusa di appropriazione indebita, continua ora a tenere banco il tanto discusso maxi stipendio che andrebbe a percepire il neopresidente Gianni Infantino. Nei giorni scorsi alcuni quotidiani tedeschi avevano ipotizzato l’apertura di un’inchiesta da parte della Commissione etica della Federcalcio mondiale nei confronti del suo presidente. Secondo il “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, Infantino si sarebbe scagliato contro l’ex responsabile del Comitato di vigilanza e conformità, Domenico Scala, nel momento in cui il Comitato, presieduto appunto da Scala, gli avrebbe offerto uno stipendio annuo di “soli” 2 milioni di franchi svizzeri. Una cifra nettamente inferiore da quanto percepito dal suo predecessore Blatter.

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“Evidentemente ci sono degli individui che vogliono farmi passare per una persona avida ma questo è ridicolo perché non ho rubato nulla a nessuno, e tutto quello che ho accumulato nel corso della mia carriera è frutto esclusivamente del mio lavoro”, queste le parole con cui Infantino si è difeso attraverso le colonne del quotidiano francese “Le Matin”. “Il mio contratto è tutt’ora in fase di negoziazione, ma per il momento mi sembra inopportuno svelarne i dettagli. Lo farò con piacere non appena lo avrò firmato e vedrete che sarà inferiore rispetto ai 2 milioni che alcuni media avevano citato”.

Successivamente, il successore di Blatter avrebbe indetto una riunione segreta con l’intenzione di dare il benservito al suo connazionale Scala, dopodiché avrebbe chiesto la distruzione della registrazione verbale di quell’incontro.
“Si è trattato di un incontro strategico confidenziale e destinato a rimanere tale”, la replica di Infantino che poi continua: “Una copia illegale di quella riunione è stata purtroppo scoperta all’interno dell’amministrazione. Fortunatamente l’originale è in buone mani e resta a disposizione delle autorità competenti che possono consultarla in qualsiasi momento. Ma credete davvero che le grandi multinazionali sarebbero felici che sia diffuso il contenuto confidenziale delle loro riunioni?”

Nel frattempo Scala ha rassegnato per protesta le sue dimissioni. Curiosamente però Infantino ha aggiunto di aver appreso di tali dimissioni soltanto al ritorno da un congresso della FIFA tenutosi in Messico, nonostante i due si trovassero sullo stesso volo.
“Quello di Scala è un teatrino, una farsa. Il suo atteggiamento è degno di un bambino viziato al parco giochi. La sua analisi è completamente distorta. Egli è convinto che il calcio possa essere gestito con gli stessi princìpi di una società farmaceutica (Scala è al contempo anche un manager dell’industria di farmaci biotecnologici, nda). Si tratta di un grave errore di valutazione perché egli sottovaluta la passione che il calcio trasmette, così come la sua dimensione geopolitica”, conclude il numero uno del calcio mondiale.

Sarà, ma a soli tre mesi dal suo insediamento Infantino non può certamente dormire sonni tranquilli. Per ridare credibilità a un’organizzazione ormai saltuariamente investita da scandali che saltano fuori come funghi in autunno ci vuole ben altro. Non certo con maxi stipendi, fantomatiche riunioni segrete, né tantomeno con tentativi più o meno presunti di silurare i presidenti di comitati vari.

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