FIFA, si allarga lo scandalo: Blatter e co. si sono divisi 80 milioni?

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

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Emergono nuovi dettagli in merito allo scandalo che sta investendo ormai da diversi mesi la FIFA. L’ex presidente Joseph Blatter e i suoi più stretti collaboratori, l’ex segretario generale Jerome Valcke e l’ex direttore finanziario Markus Kattner, sono stati accusati di appropriazione indebita. Nella giornata di giovedì gli inquirenti svizzeri hanno fatto irruzione nella sede della Federcalcio mondiale a Zurigo portando al sequestro di diversi documenti e dati elettronici. Le prime indiscrezioni rivelano come Blatter, Valcke e Kattner si sarebbero spartiti 79 milioni di franchi svizzeri (circa 71,5 milioni di euro) negli ultimi cinque anni.

“Le prove sembrano rivelare uno sforzo coordinato da parte dei tre ex alti funzionari della FIFA per arricchirsi attraverso aumenti di stipendio annuo, bonus relativi alla Coppa del Mondo e incentivi vari, ricevuti tra il 2011 e il 2015, per un totale di più di 79 milioni di franchi solo negli ultimi cinque anni. Alcuni contratti contengono disposizioni che sembrano violare la legislazione svizzera”, lo ha detto Bill Burck dello studio legale statunitense Quinn Emanuel che sta conducendo le indagini. I materiali raccolti sono stati consegnati alla magistratura svizzera e successivamente verranno trasmessi alla giustizia statunitense.

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Tra questi vi sarebbero anche due rinnovi di contratto, dalla durata di otto anni e mezzo ciascuno, ricevuti da Valcke e Kattner il 30 aprile 2011, pochi giorni prima delle elezioni presidenziali della FIFA tenutesi a maggio. All’epoca non era chiaro se Blatter sarebbe stato rieletto, ma questi contratti garantivano comunque buonuscite di 17,5 e 9,8 milioni di franchi svizzeri rispettivamente per Valcke e Kattner, nel caso in cui il loro rapporto con la FIFA si fosse interrotto con la mancata rielezione di Blatter. I due, insieme a Blatter, avrebbero inoltre intascato 23 milioni di “premi speciali” a distanza di quattro mesi dai Mondiali 2010 in Sudafrica. Questi bonus furono elargiti ai tre funzionari nonostante non fossero previsti da alcun contratto. Valcke e Kattner hanno poi ricevuto un ulteriore assegno da 14 milioni come bonus per i Mondiali di Brasile 2014, nonché altri 15,5 milioni nel giugno 2014 in merito alla controversa assegnazione dei Mondiali 2018 alla Russia.

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Al momento il neopresidente della FIFA Gianni Infantino non è coinvolto nell’inchiesta. Nei giorni scorsi il quotidiano tedesco “Die Welt” aveva ipotizzato un’indagine nei suoi confronti da parte della Commissione etica della FIFA con la conseguente sospensione per 90 giorni. Questo perché Infantino era fortemente interessato ai maxi bonus percepiti dal suo predecessore tanto da aver indetto una riunione segreta allo scopo di silurare Domenico Scala, l’ex responsabile del Comitato di vigilanza e conformità, il quale voleva riconoscergli “solamente” due milioni di stipendio annuo. A quel punto Infantino avrebbe chiesto la distruzione della registrazione verbale di quella riunione.
Lo stesso Scala si è poi dimesso per protesta lo scorso 14 maggio.

Sulla vicenda il portavoce della Commissione etica Roman Geiser ha fatto sapere che “non è stata aperta nessuna procedura formale contro Infantino”, aggiungendo come “conformemente alle pratiche, tutte le riunioni ufficiali sono registrate e archiviate”. Geiser ha inoltre precisato come la richiesta di distruzione era riferita a una copia della registrazione ufficiale e non di quella ufficiale, la quale risulta correttamente archiviata.

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Ricordiamo che la magistratura elvetica ha aperto nel settembre 2015 un’inchiesta nei confronti di Blatter relativa al pagamento di due milioni di franchi versato all’allora presidente dell’UEFA Michel Platini per delle consulenze non meglio specificate avvenute tra il 1999 e il 2002. L’indagine ha portato alla successiva sospensione dei due leader.

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