Fine del sogno-Paparesta, a Bari inizia l’era-Giancaspro

Pubblicato il autore: vito contento Segui
Cosmo Giancaspro e Gianluca Paparesta

Cosmo Giancaspro e Gianluca Paparesta

Dalla fine dei sogni/illusioni targati Paparesta, all’inizio di una nuova era, si spera più produttiva per risultati sportivi e meno sanguinosa sul piano finanziario. Quella di Cosmo Giancaspro, commercialista (come il suo ex socio ed ex arbitro) e imprenditore molfettese nel settore delle energie rinnovabili, passato in pochi mesi da azionista di minoranza (5%) della FC Bari 1908 ad amministratore unico del club di via Torrebella.
La scalata si è conclusa alla mezzanotte di ieri, dopo l’assemblea dei soci preceduta da tre ore di faccia a faccia Paparesta-Giancaspro, teso (e non poteva essere diversamente dopo che i rapporti fra i due si erano irrimediabilmente deteriorati nelle ultime settimane) e in cui l’ex presidente ha cercato di impedire l’ascesa finale del contendente al trono, non riuscendoci ma spuntando, si dice, una congrua buonuscita. Ma ne esce malissimo sul piano dell’immagine l’ex arbitro, che pure due anni fa (quando la spuntò all’asta fallimentare rilevando il Bari per 4,8 milioni di euro) fu accolto come il salvatore dopo che la piazza aveva festeggiato il fallimento della gestione Matarrese, durata 35 anni. In meno di due anni Paparesta è riuscito a fare peggio: commettendo gravi errori sul piano tecnico-sportivo, su tutti quello di aver smantellato la squadra (con annesso siluramento del ds Angelozzi) che nel 2014 arrivò ad un passo dalla finale playoff, arrendendosi al Latina dopo due pareggi. E pagandoli amaramente sul piano economico, bruciando tre allenatori (Mangia, Nicola e Camplone) e rivoluzionando il parco-calciatori nelle varie sessioni di mercato, con grave danno alle casse societarie, sostenute solo dalle sponsorizzazioni e dall’affetto dei tifosi biancorossi, che per due anni di fila hanno fatto registrare al San Nicola record di abbonamenti e di biglietti venduti.
Sino all’ultima, clamorosa beffa, quella del malese Datò Noordin, a metà aprile presentato in pompa magna, ricevuto con tanto di onori dal sindaco De Caro. Sembrava, anche quella, l’inizio di una nuova era: capitali ingenti (un fondo governativo malese) per portare il Bari laddove non era mai arrivato. “Scudetto e Champions in cinque anni”, la promessa dell’uomo venuto da così lontano, accompagnato dall’advisor Grazia Iannarelli. Contratto preliminare firmato a detta delle parti (sarebbe interessante leggerlo e vedere se almeno c’è una penale a carico di chi non ha rispettato impegno e scadenze ), da concludere entro fine maggio. Nel frattempo la squadra conquista i playoff (ne uscirà ingloriosamente, eliminato dal Novara) e Paparesta vola in Malesia, per concludere l’affare dopo che il duo Noordin-Iannarelli aveva iniziato l’eclissi. L’ex presidente – che evidentemente aveva sentito puzza di bruciato – ne torna a mani vuote, pur con la rassicurante certezza che il famoso bonifico arriverà.
I giorni passano, dalla Malesia non giungono notizie nè tantomeno soldi. Bisogna ricapitalizzare per far fronte ai debiti. Paparesta, che ha ormai il fiato di Giancaspro sul collo, nell’assemblea del 6 giugno rilancia mettendo in vendita azioni per 7,5 milioni. E’ una mossa disperata, anche se c’è chi è convinto che – per averla fatta – qualcosa in mano ce l’avrà. E invece nulla. Paparesta si presenta senza il becco di un euro alla scadenza del 21. L’assemblea del giorno seguente ne sancisce la sua fine. Per fortuna non quella del Bari, grazie all’intervento di Giancaspro, decisivo come quelli dei mesi scorsi quando garantì il pagamento degli stipendi con un prestito a Paparesta di 2,5 milioni (senza i quali la società sarebbe incorsa in punti di penalizzazione con conseguente esclusione dai playoff). Il Bari per ora è salvo. Ora bisogna ricostruirlo, scegliendo ds e allenatore, ma prima pagare stipendi del trimestre marzo-aprile.maggio, contributi previdenziali e iscrizione al prossimo campionato (per un totale di oltre tre milioni di euro). Giancaspro vorebbe riportare in Puglia Guido Angelozzi (uno degli artefici della fantastica stagione fallimentare di due anni fa), impegnato però contrattualmente con il Sassuolo per un altro anno. E con lui Piero Doronzo, come consulente di mercato, accasatosi alla Fidelis Andria dopo l’incomprensibile “repulisti” paparestiano.
Domani, forse, ne sapremo di più: Giancaspro terrà una conferenza stampa alle 17, mentre Paparesta sul suo profilo Fb, in un lungo post, racconta il suo stato d’animo: “Il mio cuore trabocca di tristezza, la mia anima è invasa dal dolore, ma la mia coscienza è serena. GRAZIE è l’unica parola che posso a dire a chi ha lavorato con me e per me, altre parole non avrebbero significato. GRAZIE è l’unica parola che posso dire ai tifosi che per due anni consecutivi mi hanno reso ORGOGLIOSO di essere il Presidente della squadra più seguita ed amata della Serie B. Altre parole sarebbero superflue. Ai miei tifosi, a tutti i tifosi voglio dire che MAI, dico MAI, li ho ingannati, né tantomeno mi sono preso gioco di qualcuno”.

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