Furio Valcareggi: “Vorrei che qualche ct affiancasse il suo nome a quello di mio padre”

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

Furio-Valcareggi

Intervistato da “Tuttomercatoweb“, Furio Valcareggi, figlio dell’indimenticato Ferruccio Valcareggi, Ct di quella Nazionale italiana che nel 1968 vinse il primo e unico titolo europeo, si è soffermato su questa nuova avventura azzurra.
Queste le parole: “Stasera sarà da giocare noi siamo da corsa e con buona qualità. Non avremo dei campionissimi ma possiamo giocare alla pari e il risultato di stasera comunque non determina niente ai fini del passaggio del girone
Che possibilità ha l’Italia di vincere questa competizione? “Credo che sarebbe l’ora che qualche ct, in questo caso Conte, affiancasse il suo nome a quello di mio padre nell’albo d’oro. Non siamo favoriti ma battere l’italia sarà dura, la squadra è tosta e gioca con… undici Conte. Speravo che quattro anni fa potesse vincere Prandelli, adesso auguro di cuore ad Antonio Conte di farcela“. Eder stasera lo avrebbe fatto giocare? “Se giocherà vuol dire che negli allenamenti ha convinto il tecnico. Conte ha misurato tutti in questi giorni“. E il ‘suo’ Giaccherini? E’ emozionato e l’emozione fa parte di quelle sensazioni che migliorano le prestazioni. L’emozione finisce al termine dell’inno. Poi subentrano la tenacia e la serietà professionale. Sta bene e gli auguro tanta fortuna. Se la merita davvero, oltretutto era difficile pensare ad un suo posto da titolare un anno fa quando al Sunderland non trovava spazio. E’ un nuovo sogno” E il futuro? “Vediamo. La situazione non può che migliorare. A noi del resto le cose vanno bene o benissimo…“.

Come non dare ragione al figlio di Ferruccio. Sono passati ben 48 anni dal già citato primo ed unico titolo europeo dell’Italia. La stessa Nazionale più volte ha provato a bissare quel successo, oramai storico, andandoci vicina due volte, prima nel 2000, perdendo la finale contro la Francia, poi battuta in Germania sei anni dopo, e nel 2012, contro una stellare Spagna, che due anni prima si era portata a casa già il titolo mondiale. A poche ore dall’esordio degli azzurri, la Nazionale parte sicuramente a fari spenti e non di certo fra le favorite, e questo potrebbe essere un grande vantaggio ma, a differenza del 2006, il tasso tecnico complessivo è sicuramente inferiore. Molto, inciderà la grinta e la determinazione che mister Conte riuscirà a trasmettere ai giocatori.

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