Giampiero Ventura: la carriera del nuovo ct azzurro

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui

Successore di Conte

Era già nell’aria da qualche settimana, ma adesso è ufficiale: Giampiero Ventura sarà al termine dell’Europeo in Francia il nuovo allenatore della Nazionale Italiana. Il genovese ha firmato un contratto biennale fino al 2018 a 1,4 milioni senza bonus in caso di qualificazione al mondiale in Russia di quello stesso anno.

Un premio per il 68enne allenatore, arrivato al termine di una lunghissima carriera, prima da calciatore e poi da allenatore. A dire la verità non è stato un grande calciatore, infatti sono in pochi a ricordarlo con la maglia della Sampdoria nel lontano 1969, squadra con cui ha trascorso le giovanili e ha poi debuttato in prima squadra. Poi ha giocato con Sestrese, Enna, Sanremese e Novese.
La carriera di allenatore avrà sicuramente più fortuna, anche se la strada compiuta dal ligure è stata lunga e tortuosa, essendo iniziata nel 1976, sempre a Genova, sempre sponda Samp.
Destinato ad allenare in categorie minori, nel 1993 viene chiamato a Venezia e da lì inizia la sua carriera nella serie cadetta.  In seguito, inizia a girare l’Italia allenando Lecce, Cagliari, Sampdoria, Udinese, Napoli, Messina, Verona, Pisa, Bari e Torino.
Una gavetta veramente lunga e importante, che ha portato ad una grande esperienza nel suo modo di allenare.
Ha vinto un campionato di serie C1 con il Lecce nel 1996, ottenuto svariate promozioni, tra campionati di eccellenza negli anni 80′ e serie cadetta ( l’ultima proprio con il Torino nel 2012 quando arrivò secondo), ha poi riportato a squadra granata in Europa dopo tantissimi anni, e ha il record di aver vinto per la prima volta con una squadra italiana al San Mames di Bilbao, in Spagna, per 3-2, e qualificandosi poi per gli ottavi dell’Europa League.

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Tanti i giovani che Ventura ha saputo valorizzare: Bonucci, Ranocchia, Darmian, Glik, Ogbonna, Cerci, solo per citarne alcuni, devono la carriera proprio al tecnico, che li ha acquistati praticamente sconosciuti (Bonucci e Ranocchia a Bari, Cerci al Pisa) e li ha lanciati nel calcio che conta.
Alcuni suoi pupilli sono stati Gillet, Vives e Gazzi che Ventura ha avuto sia a Bari che a Torino e che ha sempre considerato intoccabili in campo. Il suo modo di giocare è atipico: adotta un 4-2-4 poco propenso alla costruzione di gioco, ma molto adatto alla rottura delle trame avversarie e alla grande velocità di contropiede. Ne è stata una prova il Pisa, nel 2008 in serie B, quando la squadra toscana si classificò al sesto posto. Ala sinistra adattata all’occorrenza anche a destra era proprio Alessio Cerci, in prestito dalla Roma.
Da lì la scalata di Ventura è iniziata dapprima in serie B, quando fu chiamato a Bari (2009) per sostituire Antonio Conte, e poi come sappiamo tutti ha allenato il Torino dal 2011 fino alla fine di questo campionato.

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E’ l’allenatore con più panchine consecutive granata della storia, superando Luigi Radice. Pensiamo che la panchina azzurra sia un premio di riconoscenza per la sua carriera che, come accennato sopra, è iniziata negli anni 80′. Il suo giugno è iniziato in modo splendido, avendo preso in sposa Luciana, nella cattedrale di Bari. Oggi è arrivato un altro sì importante, per lui e per tutti i tifosi azzurri. E noi gli facciamo tanti auguri!

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