I cinesi chiedono a Berlusconi l’80% del Milan

Pubblicato il autore: Daniela Segui

Berlusconi vs MihajlovicNuovo colpo di scena in merito alle trattative per la “fatidica” cessione della società rossonera ai cinesi: stavolta non si chiede più il 70% delle azioni, ma l’80! Una differenza che potrebbe sembrare lieve ma in effetti non lo è: rilasciare una quota così alta del Milan, significa che il compratore darà 400 milioni di euro in breve tempo e il resto nei prossimi anni. E c’è di più: gli “orientali” sempre più convinti del prossimo acquisto, richiedono ufficialmente di chiudere la trattativa subito, entro il 30 giugno, al massimo i primi giorni del mese venturo. Così dopo tanti mesi di indecisione sembra che finalmente si arriverà a un punto di svolta: ormai non c’è più scampo, per il presidente Berlusconi “o dentro o fuori”. Per il futuro, promettono i compratori, nei prossimi 3 anni, ci sarà la vendita del restante 20% della società sportiva al costo di altri 100 milioni; da aggiungere a questo, ulteriori 200 milioni di euro, per un totale finale netto di 700 milioni. Una compravendita a dir poco “preziosa” e cifre da capogiro pur di entrare in possesso di una società calcistica, un tempo gloria e vanto del calcio italiano. Unica domanda è: saprà Silvio Berlusconi resistere a tanta tenacia? Si chiuderà questa volta l’accordo?La risposta in questo senso, adesso come adesso, non dovrebbe tardare a arrivare. La scelta di innalzare l’acquisto della quota societaria del Milan è stata senz’altro non priva di tecnica: da una parte offre maggiori garanzie per chi compra, dall’altra maggiori certezze per chi cede, visto che la prima quota in denaro prevista, ricordiamolo 400 milioni, dovrebbe essere data con accordi precisi al diretto interessato, in questo caso al presidente Berlusconi. Altro nodo importante da sciogliere sarà poi il ruolo dell’uscente presidente: in effetti non andrà mai definitivamente via dalla squadra anche se non avrà alcun compito operativo e non darebbe nessun soldo, dato che ormai non competerà più a lui; per il resto, comunque resterebbe “vita natural durante” presidente onorario del Milan. Non uscirebbe mai dal club rossonero in effetti e, anche se “in panchina” continuerebbe a seguire sempre il club bicolore che gli è appartenuto per tantissimi anni. Una buona uscita a quanto pare, una vendita che stavolta tutti, soprattutto i tifosi, vogliono che si concluda al più presto ma che resta, al momento, sepolta nel silenzio delle parole e delle dichiarazioni ancora non fatte dal principale azionario e decisore del futuro di società e calciatori.  Di recente si è addirittura “malignato” sul fatto che Berlusconi non avesse alcuna voglia di andarsene soltanto per giochi e macchinazioni politiche: le voci non sono mai state pienamente confermate, ma tra gli appassionati il sospetto è forte. Certamente vendere adesso rappresenterebbe, probabile, un punto di svolta per l’intera società calcistica e la possibilità reale di emergere dal buio in cui si è sprofondati da un anno a questa parte. Ancora pochi giorni e tutti, cinesi e italiani, dovranno dare una risposta secca e definitiva a chi si aspetta la chiusura dell’accordo ormai da troppo tempo….Le lancette corrono… Si attende adesso solo il lieto fine.

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