Ibrahimovic si apre a GQ Italia. Stima per Capello ma il ritorno in Italia è difficile

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui
Zlatan IbrahimovicHa parlato come capita da qualche tempo a questa parte in maniera sibillina del suo futuro Zlatan Ibrahimovic intervistato da GQ Italia. L’attaccante svedese, impegnato in questi giorni in Francia con la propria Nazionale, non ha di fatto ancora svelato il proprio futuro anche se le ultime dichiarazioni sembrano definitivamente far tramontare la pista di un suo possibile ritorno in Italia. Proprio in riferimento al suo possibile trasferimento in qualche squadra italiana Ibrahimovic è sembrato escludere questa eventualità.

Le parole di Ibrahimovic sull’Italia.

“Dico due cose, forse contraddittorie. La prima è che non si sa mai. La seconda è che non si torna mai dove si è fatta la storia – ha detto a GQ Italia l’attaccante svedese -. Considero l’Italia la mia seconda casa e il calcio italiano il più bello del mondo. L’Italia la mia seconda casa: c’è una passione infinita, calda, totale. Assomiglia al mio modo di intendere lo sport. E forse anche la vita.

Il futuro di Zlatan Ibrahimovic con ogni probabilità si tingerà del rosso del Manchester United dove lo svedese troverà l’allenatore Josè Mourinho. Un allenatore di grande carisma e personalità che rischia di mettere in secondo piano la figura di Ibrahimovic che nel suo passato non ha avuto sempre ottimi rapporti con gli allenatori delle squadre in cui ha giocato.

Ibrahimovic e gli allenatori

“In fondo mi sono lasciato male solo con Guardiola. Con gli altri ho discusso, anche litigato, ma sono rimasto amico con tutti. In particolare con Fabio Capello. Una volta ebbi un litigio con Zebina. Io lo colpii. Mi aspettavo un rimprovero. Invece Capello se ne rimase in silenzio e poi disse che quel gesto aveva fatto bene alla squadra. Voleva sempre il massimo di tensione e di adrenalina: era perfetto per me”.

Ibra ha parlato anche del suo passato e della famiglia.

“Non accetto di perdere. L’ho imparato dalla vita: ho la missione di vincere. “Quello che faccio non è per i soldi. A casa mancavano sempre, il frigorifero era vuoto. Oggi che ho tutto, voglio vedere se sono ancora capace di vincere. Smetterò quando non mi divertirò più. Ho ancora voglia di imparare e credo che Totti sia nella stessa condizione”.

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